Berlusconi: io, il più imputato dell’universo

Nel giorno che segna il suo “grande ritorno” nelle aule di tribunale (per il processo Mediatrade), il presidente del Consiglio decide di affidare al direttore di Libero, Maurizio Belpietro, le sue considerazioni sulla “persecuzione giudiziaria” di cui dice di sentirsi vittima. “Sono l’uomo più imputato dell’universo – scandisce Berlusconi durante la trasmissione “Mattino 5” – e contro di me sono state mosse solo accuse ridicole e infondate“. Il Cavaliere apparirà questa mattina al Tribunale di Milano per una “seduta tecnica” del processo Mediatrade, che lo vede imputato per frode fiscale e appropriazione indebita.

Il più imputato della storia – Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha scelto la trasmissione “Mattino 5” per consegnare le sue ultime dichiarazioni pubbliche prima di varcare l’ingresso del palazzo di Giustizia di Milano. Il premier parteciperà oggi alla seduta tecnica del processo Mediatrade (tesa a definire le prossime tappe) nel quale risulta imputato – insieme, tra gli altri, al figlio Piersilvio e a Fedele Confalonieri – per frode fiscale e appropriazione indebita. Una vecchia storia di diritti tv, acquistati illegalmente dal gruppo Mediaset (è la tesi dell’accusa) grazie alla complicità di compagnie off-shore e dell’imprenditore italo-americano Frank Agrama. “Sono l’uomo più imputato della storia e dell’universo – ha esordito il Cavaliere al telefono con Belpietro – il processo Mediatrade è il venticinquesimo contro di me, negli altri sono sempre stato assolto. Nella mia azienda non mi sono mai occupato di diritti televisivi e dal gennaio 1994, entrato in politica, mi sono allontanato dalle mie aziende“.

Il complotto giudiziario ordito dalla sinistra – Quindi il riferimento alla tesi più volte sostenuta, secondo cui sarebbe una vittima della magistratura strumentalizzata dai suoi  avversari politici: “E’ un modo – ha scandito Berlusconi – per continuare a tenere sotto la spada di Damocle l’ostacolo che la sinistra ha nella conquista del potere. Il comunismo non si è mai arreso e non è mai cambiato e usa il codice penale come strumento di lotta ideologica e una parte politicizzata della magistratura – ha affondato il premier – per eliminare un avversario vittorioso alle elezioni”. Entrando poi nel merito delle accuse contestategli nel procedimento Mediatrade: “Io questo Frank Agrama l’ho conosciuto negli anni Ottanta – ha spiegato il Cavaliere – e poi non l’ho più visto. Non c’è stato un solo dollaro che sia passato a me da parte di questo Agrama. La Procura di Milano ha dimostrato di avere contro di me una volontà persecutoria che non si ferma neanche di fronte al ridicolo perché non avrei avuto nessun interesse a pagare tangenti – ha concluso Berlusconi – se fossi stato socio di Agrama”.

Maria Saporito