Depressione da Facebook

Facebook è nato come luogo virtuale in cui incontrare degli amici. Ma proprio questi amici possono causare la depressione. Secondo uno studio dell’American Academy of Pediatrics, infatti, l’uso prolungato e ossessivo di Facebook può scatenare pensieri negativi soprattutto nei soggetti più fragili, contribuendo ad alimentare la depressione. Tutti quei ragazzi tristi che guardano i post felici e innamorati dei loro coetanei si sentono ancora più inadeguati e invece di cercare di risollevare la propria vita, continuano a deprimersi peggiorando la loro situazione.

<<Per alcuni adolescenti i social network sono la via principale di interazione sociale. Qualcosa di più comune e abituale rispetto ad andare in un centro commerciale o a casa di un amico – ha spiegato Gwenn O’Keeffe, co-autore dello studio. Gran parte dello sviluppo sociale ed emotivo di questa generazione è online via Internet e sui telefoni cellulari. I genitori hanno bisogno di capire meglio queste tecnologie, per poter interagire con il mondo dei propri figli>>.

Non soltanto in Italia, il rapporto tra gli adolescenti e il social network preoccupa in tutto il mondo. In un articolo del Times si consiglia ai genitori di avere un rapporto moderno con i propri figli: <<I medici dovrebbero incoraggiare i genitori a perfezionare le loro competenze tecniche, così se il bambino ha un account Facebook, bene, mamma, ne devi avere uno anche tu. E per quanto riguarda il dilemma dei genitori moderni (amico o non amico di tuo figlio?) sicuramente amico di tuo figlio>>.

Ragazzi usate meno Facebook e vivete di più la vita reale. Genitori, invece, chiedete l’amicizia ai vostri figli. Virtuale e reale.

Daniela Ciranni