E alla fine Formigoni e Vendola fanno pace

Dopo il ramoscello d’olivo consegnato dal governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, anche Nichi Vendola ha deciso di gettare acqua sul fuoco, ponendo fine alla polemica interregionale che ha tenuto banco negli ultimi giorni. “Non ho rivolto accuse dirette al governatore Formigoni – ha precisato il leader di Sel – ma certe volte è necessario essere rudi per attirare l’attenzione della classe dirigente”. Il riferimento è al botta e risposta intavolato dai due presidenti di Regione sulla scivolosa questione delle infiltrazioni mafiose al Nord. Vendola aveva definito la Lombardia ” la regione più mafiosa d’Italia”, suscitando l’ira del collega lombardo che l’aveva accusato di fare uso di sostanze stupefacenti.

Vendola: “Nessuna accusa a Formigoni” – E alla fine arrivano i chiarimenti. A conclusione del violento botta e risposta che Roberto Formigoni e Nichi Vendola hanno animato negli ultimi giorni, giungono le dichiarazioni di “pace” vergate dai due a beneficio dei taccuini. Ma mentre il presidente della Lombardia ha scelto le colonne nazionali de Il Corriere della Sera per ufficializzare la volontà di deporre le armi, il governatore dei pugliesi ha invece affidato alle pagine de Il Corriere del Mezzogiorno il suo personale “armistizio”: “Non ho rivolto accuse al governatore Formigoni – ha spiegato il leader di Sel – Ho osservato che il riverbero della malasanità pugliese, nelle cronache giudiziarie, è incomparabile rispetto ai casi capitati in Lombardia. Dove si è arrestato un manager Asl per collusioni con la ‘ndrangheta, si sono compiuti delitti seriali alla clinica Santa Rita, si è sedimentata nella pubblica amministrazione la presenza di criminalità di stampo ‘ndranghetistico. Lo attestano non solo atti giudiziari – ha precisato il pugliese – ma anche una documentata pubblicistica: penso a ‘Ndrangheta padana’ di Enzo Ciconte”.

L’esigenza di essere rudi – E per “giustificare” i toni violenti utilizzati nel corso della polemica avuta col governatore della Lombardia: “Ho fatto altre volte ragionamenti più raffinati – ha spiegato Vendola – E l’hanno fatto il governatore di Bankitalia Draghi, il procuratore Pignatone, i magistrati della Direzione nazionale antimafia. Ma è come se la classe dirigente non si sentisse chiamata in causa da riflessioni raffinate. E’ bene essere rudi se serve a sollecitare una riflessione importante. Se si fosse accesa al Sud la discussione su Expo 2015, anziché a Milano, la vicenda sarebbe diventata nazionale. Del Sud si tralasciano le eccellenze – ha lamentato il presidente della Regione Puglia – e lo si rappresenta come il luogo topico di tutte le patologie. Finisce che l’antica attitudine del Nord a dichiararsi vittima del Sud – ha concluso – produce una diffusa omertà settentrionale“.

Maria Saporito