Fukushima: fusione parziale del nocciolo al reattore due

Terremoto Giappone. 28 marzo.  Le scuse della Tepco non sono bastate al portavoce del governo Yukio Edano, che ha definito inaccettabile la “gestione dell’informazione da parte della società”. Ieri i tecnici avevano dichiarato una radioattività dell’acqua di 10 milioni di volte oltre il normale. Un livello che ha spaventato mezzo mondo, determinato con tutta probabilità dalla fusione parziale del nocciolo del reattore numero due, quello attualmente afflitto dai problemi più gravi. In serata è arrivata la smentita della Tokyo Electric Power che, appunto scusandosi ha corretto la cifra in “100.000 volte superiore”. Un grosso scarto, ma sicuramente la situazione è tra le più pericolose. L’ipotesi più accreditata è che l’acqua utile a raffreddare il reattore si venuta in contatto con le barre di combustibile; queste essendosi in parte fuse a causa delle altissime temperature, avrebbero determinato un tale livello di radioattività nell’acqua che attualmente staziona nella vasca del reattore.

Prosegue il lavoro degli eroi. La situazione crea anche molti problemi ai lavoratori, che non possono avvicinarsi più di tanto ai  reattori, in quanto resterebbero contaminati. Nei giorni scorsi già tre persone sono state portate in ospedale perchè rimasti troppo esposti alla radioattività. Un’esposizione “per 4 ore aumenta il rischio di morte entro 30 giorni”, ha spiegato il portavoce della sicurezza Nishiyama, riferendosi ai livelli registrati ieri (1000 millisievert/ora), ed è quindi impossibile per un essere umano una lunga permanenza nella zona contaminata. Il premier giapponese, Naoto Kan, non è stato in grado di rassicurare i cittadini sulla durata della crisi nucleare; “potrebbe durare settimane, forse mesi” ha spiegato. E la sua opinione è stata condivisa da molti esperti. Non è infatti ancora possibile calcolare con esattezza i danni dovuti all’emergenza radiazioni. Non è chiaro se ci sia una crepa nelle vasche di contenimento a tenuta stagna del reattore, un’ipotesi tante volte fatta e altrettante volte smentita, dovuta ad un livello di radioattività nell’ascqua di mare, ben 1250 volte oltre il normale.

A.S.