Gemelline, il nonno: La polizia svizzera pensa solo al denaro speso

Gemelline scomparse – Nelle indagini sulla scomparsa di Alessia e Livia Schepp, le gemelline svizzere di sei anni sparite due mesi fa mentre erano in compagnia con il padre Matthias poi morto suicida e sospettato di aver ucciso anche le bimbe, irrompe anche il nonno materno delle piccole. Francesco Lucidi, il padre di Irina, lancia pesanti accuse contro il procuratore del cantone di Vaud, responsabile a suo dire dei ritardi con cui è stato avviato il filone svizzero dell’inchiesta e di dare più importanza al denaro speso per le ricerche che al destino delle sue nipotine. In una lettera pubblica, Francesco Lucidi dice: «Avreste mai fatto le stesse dichiarazioni se si fosse trattato dei vostri bambini?».

Due mesi fa la scomparsa – Era la fine di gennaio, durante i cosiddetti giorni della merla, quando Matthias Schepp, ingegnere svizzero dipendente della Philip Morris, prese con sé le sue due piccole figlie: Alessia e Livia avrebbero passato qualche giorno in compagnia del padre con il pieno consenso della loro madre, Irina Lucidi, che da mesi aveva deciso per la separazione dal marito. Matthias avrebbe dovuto riaccompagnare le gemelline in tempo per tornare a scuola il lunedì successivo.
Così non fu, Schepp si mise in cammino, in una sorta di odissea dei ricordi tra Francia, Corsica e Italia, fino a decidere di fermarsi definitivamente a Cerignola, dove l’uomo si suicidò gettandosi sotto a un treno in transito presso la locale stazione ferroviaria.
Le ricerche delle bambine non hanno ancora portato a nulla e, per molti, importanti responsabilità sarebbero da addebitare alla conduzione delle indagini da parte della polizia svizzera, accusata di essere stata poco reattiva.
Negli scorsi giorni hanno fatto discutere le dichiarazioni rilasciate dal procuratore del cantone di Vaud che ha sottolineato come le ricerche da mesi sembrano non portare a nulla, al punto che è da ritenere probabile la possibilità che Schepp abbia prima ucciso le figlie e poi le abbia gettate in mare, magari dal traghetto che da Marsiglia lo portò a Propriano, in Corsica.
La lettera – Oggi a rispondere a quelle frasi giunge una lettera, firmata dal nonno materno di Alessia e Livia. Questo il testo:
«Signor Procuratore, Le devo confessare di essere sorpreso, per non dire scandalizzato, per la vostra dichiarazione alla stampa in merito alla scomparsa delle gemelle Alessia e Livia. Dichiarazione del 25 marzo, fondata esclusivamente su delle ipotesi e non su fatti provati. Mi soffermo su passaggi che mai avrebbero dovuto essere espressi da un’autorità responsabile, in una materia così delicata da toccare la sensibilità di migliaia di persone  (date un occhio, per favore, a facebook – le pagine dedicate alle gemelle, ndt). Mi riferisco in particolare alle vostre affermazioni sui costi dell’inchiesta, tali da far pensare che nei vostri propositi conti di più il denaro necessario per le ricerche delle scomparse del loro stesso ritrovamento. Vi ricordo, Signor Procuratore, che se le misure necessarie fossero state prese immediatamente la sera del 30 gennaio, quando la gravità della scomparsa era già chiara grazie al testamento letto da Irina Lucidi, le possibilità di arrestare Matthias Schepp prima di realizzare la sua folle impresa erano tali da permettere un “notevole risparmio dei costi”, visto che sembra interessarvi tanto. Permettete ora di porvi una domanda: avreste mai fatto le stesse dichiarazioni se si fosse trattato dei vostri bambini?».

S. O.