Immigrazione, Bagnasco: Regioni non lascino sola Lampedusa

Gli abitanti di Lampedusa “non devono sentirsi soli”. Nella sua prolusione al Consiglio Cei iniziato questo pomeriggio a Roma, il cardinale presidente Angelo Bagnasco, si è rivolto al governo, a nome di tutta la Conferenza episcopale italiana, chiedendo “un ulteriore sforzo perché, avvalendosi di tutti gli strumenti anche comunitari, si dia sollievo all’isola e ai suoi abitanti”. Bagnasco ha, inoltre, espresso tutta la propria ammirazione per la generosità e il senso dell’accoglienza che da sempre contraddistingue la popolazione di Lampedusa, pur alle prese oggi con “una condizione di generalizzato, profondo disagio“.

I rischi per l’isola. Dopo essersi detto “fraternamente vicino” all’arcivescovo di Agrigento, mons. Francesco Montenegro, “che ha la cura pastorale dell’isola di Lampedusa, avamposto sospirato di tanti profughi”, Bagnasco ha aggiunto che “è noto che gli immigrati colà superano ormai la popolazione locale determinando involontariamente una condizione di generalizzato, profondo disagio”. E così, ha continuato l’alto rappresentante della Chiesa, “l’attività lavorativa della piccola comunità rischia di finire seriamente compromessa, tra le crescenti preoccupazioni delle famiglie”.

L’aiuto delle Regioni e dell’Ue. “Per predisporre soluzioni minimamente adeguate per gli sfollati, i profughi o i richiedenti asilo c’è bisogno, oltre che dell’apporto generoso delle singole Regioni d’Italia, anche della convergenza dell’Europa comunitaria, chiamata a passare, come giustamente si è detto, da una ‘partnership della convenienza’ a quella della ‘convivenza’”, ha sottolineato il Cardinale. “E’ un’illusione – ha aggiunto – pensare di vivere in pace, tenendo a distanza popoli giovani, stremati dalle privazioni, e in cerca di un soddisfacimento legittimo per la propria fame“. Pertanto, “continuare a ritenere interi popoli poveri come fastidiosi importuni non porterà lontano”. Da qui l’appello all’Unione Europa, che deve sentirsi direttamente chiamata in causa nell’emergenza, in quanto i confini costieri italiani “coincidono con i confini meridionali” europei. “L’emergenza dunque è comunitaria – ha rilevato Bagnasco – e va affrontata nell’ottica di destinare risorse per uno sforzo di sviluppo straordinario, che non potrà non raccogliere poi benefici in termini di sicurezza complessiva”. E’, dunque, giunto il momento di “attuare quelle politiche di vera cooperazione che sole possono convincere i nostri fratelli a restare nella loro terra, rendendola produttiva”.

R. E.