Libia: assalto dei ribelli a Sirte, la roccaforte di Gheddafi

Guerra in Libia. I ribelli, supportati dalle forze ONU, continuano la loro marcia verso Tripoli. Nelle ultime ore gli insorti sarebbero impegnati in un attacco a Sirte, città chiave sul percorso verso la capitale, una delle ultime roccaforti di Gheddafi. Quest’ultimo, secondo fonti interne ai ribelli, avrebbe invece  bombardato Zintan, a Ovest di Tripoli, dalla parte della Tunisia. Secondo quanto riferito da Saleh, portavoce dei ribelli a Zintan, proprio la Tunisia avrebbe inviato aiuti agli anti-governativi, unitamente agli Emirati Arabi. Sirte si trova invece ad Est, sostanzialmente tra Brega e Misurata, quest’ultima bombardata ieri dalle forze lealiste del colonnello. L’assalto a Sirte è forse una risposta alle ultime azioni del colonnello, che continua a chiedere il cessate il fuoco, senza però rispettarlo.

La questione petrolifera. Ieri il terminal petrolifero di Ras Lanuf è nuovamente caduto nelle mani degli insorti, che si sono detti in grado di esportare una considerevole mole di petrolio, tra i 100 e i 130.000 barili. La Libia è una grande esportatrice di petrolio ed è quindi un paese chiave per l’approvvigionamento energetico di molti paesi occidentali, tra i quali l’Italia. il Governo Berlusconi, prima della risoluzione ONU, aveva rapporti piuttosto stretti con Gheddafi, rapporti di amicizia, ma anche e forse soprattutto economici.  E’ probabile che con questa mossa gli insorti abbiano voluto attirare l’attenzione sul fatto che la Libia può esportare petrolio anche senza passare dal colonnello. Quest’ultimo però molto difficilmente  mollerà la presa.

Polemiche in Occidente. la grande quantità di raid aerei francesi soprattutto, ma anche inglesi e americani, ha generato una mole non indifferente di polemiche. La cosiddetta no fly zone, utile a proteggere i civili  dai bombardamenti aerei dell’esercito libico fedele a Muammar Gheddafi, si è trasformata quasi subito in una serie di attacchi a postazioni militari, sicuramente necessari per abbattere la contraerea in alcuni casi, ma per i critici si è esagerato. Il comando delle operazioni è stato inizialmente preso da Sarkozy, che non ha nascosto le sue posizioni per nulla mediate sulla questione libica. Dopo il “tira e molla” dei giorni scorsi, la gestione delle operazioni militari dovrebbe  passare a breve nelle mani della Nato.

A.S.