Manduria: Mantovano rassicura, ma la tendopoli è una nuova Lampedusa

Resta critica, e anzi si aggrava di ora in ora, la situazione nella tendopoli di Manduria. Dopo la fuga di oltre un centinaio di immigrati dalla struttura messa in piedi per accoglierli, divampa il malcontento tra i residenti e i rappresentanti politici locali. Gravi momenti di tensione si sono registrati nella giornata di ieri nel vicino Comune di Oria, dove una parte degli immigrati evasi ha cercato riparo, trovando per tutta risposta l’ira dei residenti, presto organizzatisi in vere e proprie ‘ronde anti-clandestino’. Ma la tendopoli, allestita al confine tra le province di Taranto e Brindisi, fa andare su tutte le furie anche il primo cittadino di Manduria, Paolo Tommasino, che proprio stamattina ha incontrato il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano nella riunione del Consiglio Comunale straordinario convocato dallo stesso primo cittadino per monitorare la situazione dei profughi, anche alla luce del previsto nuovo arrivo da Lampedusa di altri 827 migranti.

Mantovano: Nella tendopoli non più di 1500 immigrati. “La tendopoli di Manduria non ospiterà più di 1500 immigrati, compresi gli 827 in arrivo con una nave da Lampedusa“, ha cercato di rassicurare il sottosegretario all’Interno, aggiungendo che da oggi cento fra carabinieri e poliziotti saranno impiegati “per il controllo del territorio”. La tendopoli “è una soluzione dettata da un’esigenza assolutamente transitoria – ha aggiunto Mantovano – e non sarà l’unica”. Si tratta di una “estensione di Lampedusa, dove stiamo gestendo la prima accoglienza. Di certo non è un Cie (Centro di identificazione ed espulsione, ndr), che è una struttura chiusa”. “Chi se ne andrà volontariamente perderà il diritto d’asilo e diventerà clandestino” ha avvertito Mantovano, riferendosi al centinaio di tunisini fuggiti ieri nelle vicine campagne, provocando le vive proteste dei residenti.
Il sindaco di Manduria: Siamo come Lampedusa. E’ sconfortato e arrabbiato Paolo Tommasino, il primo cittadino pidiellino del Comune messapico, che se la prende con tutti, dal Governo alla Regione. “Scateneremo il finimondo se continueranno a non rispondere alle nostre domande – avverte – Tutta questa gente deve essere assistita, ma quanti migranti arriveranno? Per quanto tempo resteranno accampati? Nessuno apre bocca. Gli uomini politici di tutti gli schieramenti, vengono, fanno la sfilata e vanno via. Quando si spengono i riflettori delle telecamere, se ne fregano. Inviterò i miei cittadini ad emigrare in Tunisia, così almeno si beccano i 1.500 euro promessi dal ministro Maroni”, provoca Tommasino.

L’ira delle province di Taranto e Brindisi. Protestano contro la tendopoli di Manduria anche Massimo FerrareseGianni Florido, presidenti della Provincia rispettivamente di BrindisiTaranto. In una lettera inviata ieri al ministro dell’Interno Roberto Maroni, i due rappresentanti territoriali hanno chiesto di bloccare con urgenza ulteriori arrivi nella struttura. “Nel centro – si legge nella lettera – ci risulta stanno per essere montate altre 300 nuove tende, segno di un possibile massiccio nuovo arrivo. Il Centro di Manduria, però, non si è dimostrato in grado di accogliere le prime poche centinaia di profughi, nonostante lo straordinario lavoro dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile”. “Si corre il rischio – hanno spiegato i due presidenti – di trasformare una responsabile accoglienza, basata su un’alta collaborazione istituzionale, in una intollerabile, non sopportabile e rischiosa situazione di incertezza e insofferenza delle comunità confinanti il Centro, compromettendo così il buon esito della operazione. Questa nostra pressante richiesta – hanno concluso Ferrarese e Florido – intende ottenere che nuovi profughi provenienti da Lampedusa siano destinati in altri Centri di Accoglienza che escludano le province di Taranto e Brindisi che già registrano una presenza di Centri per immigrati”.

Raffaele Emiliano