Parmalat, cda su rinvio assemblea il 1° aprile. Ferrero smentisce fuga da progetto

Parmalat fa sapere che il prossimo venerdì, 1° aprile, si riunirà il consiglio di amministrazione per decidere sull’eventuale rinvio dell’assemblea già fissata per il 12-14 aprile per la nomina dei nuovi amministratori sulla base del decreto salva-scalate straniere varato dal Governo la scorsa settimana che consentirebbe alla società di Collecchio di spostare la riunione fino a giugno e di presentare nuove liste, dando così tempo ai gruppi italiani interessati all’azienda di preparare una cordata che possa impedire ai francesi di Lactalis di lanciare un Opa totalitaria su di essa.

La posizione di Ferrero. Oggi Ferrero ha ribadito il suo interesse al controllo di Parmalat, anche se non tramite Opa totalitaria, smentendo in tal modo un articolo del Messaggero che parlava di un suo ritiro dal progetto di cordata italiana che vedrebbe coinvolta, come garante dell’operazione finanziaria, Intesa Sanpaolo.
Dalle parole di un portavoce del gruppo alimentare di Alba, infatti, si apprende che “Ferrero non commenta articoli di giornale che considera illazioni. La posizione di Ferrero non è cambiata”.
“Ferrero resta favorevole a una soluzione italiana, industriale e di lungo termine. Tra le condizioni per procedere vi sono le norme anti-scalata che non sono state ancora approvate”.

Tremonti alla Rai. Alla trasmissione Rai ‘in 1/2 ora’, ieri, il ministro Tremonti, richiamando le norme anti scalate approvate nel 2005 dal Parlamento francese in occasione del tentativo di acquisto subito da Danone, ha dichiarato: “Abbiamo detto che vogliamo presentare in Europa la legge francese tradotta in italiano”.
Il ministro dell’economia italiano, rispondendo alla conduttrice, Lucia Annunziata, che gli faceva notare come il latte non dovrebbe essere considerato un settore strategico per un Paese ha replicato che “il latte è così poco strategico che in Francia sta in cima all’elenco dei settori da proteggere”.

La via francese e la replica di Lactalis. Si ipotizza, sulla falsariga delle norme francesi, che si stia cercando di individuare i settori strategici in cui il governo potrebbe esprimere un parere preventivo nel caso di fusioni o offerte ostili.
Reuters, rifacendosi a fonti governative, ha fatto sapere  che l’Esecutivo italiano al momento starebbe vagliando quattro settori strategici, vale a dire agroalimentare, energia, telecomunicazioni e difesa.
Un’alternativa potrebbe essere il ricorso alla clausola europea di reciprocità, che consente alle aziende oggetto di scalata di ricorrere alle norme difensive previste nello Stato della società predatrice se più favorevoli di quelle interne.
Lactalis, in una nota, fa sapere però che “la lettura delle principali disposizioni della disciplina degli investimenti stranieri in attività basate in Francia fa emergere chiaramente che il settore alimentare non è uno di quelli considerati strategici e da preservare dal controllo da parte di società di diritto diverso da quello francese”. “Nell’elenco dei settori considerati strategici – aggiunge il colosso francese – sono presenti i settori legati all’industria della difesa e della sicurezza nazionale, del gioco d’azzardo e della certificazione. Non è presente un settore industriale sempre più internazionale come quello alimentare“.

Marco Notari