Rinnovabili, Confagricoltura Sardegna: “Ennesimo schiaffo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:50

Nessuno spiraglio per il mondo delle campagne in merito alle energie rinnovabili che avrebbero dovuto rilanciare i redditi agricoli e creare nuova occupazione, il tutto a causa dei mancati provvedimenti della Regione e delle decisioni del Governo nazionale sul fotovoltaico. E’ la denuncia di uno sconsolato Gigi Picciau, presidente di Confagricoltura Sardegna. Secondo lo stesso Picciau, “ancora una volta, la politica regionale paralizza la progettualità e blocca le risorse. In mancanza di un decreto attuativo – spiega – sono fermi i sette milioni di euro previsti dall’art. 12 della legge regionale 15 sugli impianti per la produzione di energia rinnovabile nelle aziende agricole. Questo – aggiunge – determina il blocco di numerosi ambiziosi progetti, tra i quali anche la creazione di tre poli fotovoltaici e integrati con le biomasse, che avrebbero dovuto abbracciare l’intero territorio regionale”. L’esponente dell’organizzazione di tutela delle imprese agricole intende sottolineare la gravità del blocco dello stanziamento economico in questione: “Dislocati nel nord, nel centro e nel Campidano, i tre poli avrebbero contribuito – infatti – a risanare le aree di Ottana e generato un indotto stimato in 1.500 posti di lavoro, circa sei per ogni megawatt di fotovoltaico”. “Dove sono finiti – si chiede ancora il presidente di Confagricoltura – i 500 megawatt che le associazioni di categoria avevano chiesto alla Regione?”

Piove sul bagnato. Ma non è tutto. Dall’associazione osservano, inoltre, che “ad aggravare la situazione c’è anche il recente decreto legislativo sulla promozione di energia da fonti rinnovabili, che modifica il sistema normativo degli incentivi per la produzione di impianti solari fotovoltaici. Con le nuove regole,- si legge nella nota – potranno beneficiare del conto energia solo coloro che si sono allacciati alla rete elettrica entro il 31 maggio 2011. Stravolto in corsa il quadro giuridico, molti imprenditori che avevano già impegnato risorse potrebbero non essere più in grado di realizzare i progetti”. Un danno definito da Picciau “incalcolabile”, anche per le aziende sarde. “Su 35.000 imprese agricole,- conclude – alcune migliaia potrebbero essere penalizzate, non potendo più accedere agli incentivi”.

Mauro Sedda

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