Yara: l’assassino avrebbe una ferita da morso ai genitali

Bergamo – Gli inquirenti a lavoro da oramai quattro mesi sul giallo di Brembate di Sopra, che ha avuto il suo tragico con il ritrovamento del cadavere di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa il 26 novembre dal paesino della provincia bergamasca dopo essere uscita dalla palestra dove la vittima praticava la ginnastica ritmica, sembrano essere intenzionati a chiedere il contributo di tutti i medici attivi sul suolo nazionale: l’assassino potrebbe essere stato costretto a ricorrere a cure ospedaliere a causa di una ferita all’altezza dei genitali. L’idea, già diffusasi negli scorsi giorni, è quella che durante l’aggressione Yara potrebbe aver cercato di difendersi mordendo quello che sarebbe diventato il proprio aguzzino. Se le cose stessero così riprenderebbe forza l’ipotesi del movente sessuale all’origine del delitto.

L’omicida ferito – Le ultime indiscrezioni sul giallo di Brembate parlano chiaro: Yara ha lottato prima di essere ammazzata e forse è stato proprio a causa di una resistenza non preventivata che il suo aggressore, dopo essersi visto sfuggire la situazione di mano, avrebbe deciso di uccidere la giovane. Le forze dell’ordine starebbero cercando di sondare il campo per capire se nelle settimane successive al rapimento – perché sembra ormai assodato che Yara è morta poco dopo essere scomparsa – qualcuno si è fatto medicare nell’area genitale per una ferita riconducibile a un morso.
Nelle scorse settimane, come d’altronde la prassi prevede, gli inquirenti hanno fatto molto affidamento sulle perizie dei medici legali, della Scientifica e dei Ris di Parma, sul corpo della vittima nella speranza di potervi trovare qualche traccia fondamentale per dare un nome al colpevole di questo delitto, adesso, però, un aiuto importante potrebbe essere dato dai segni che la stessa Yara ha lasciato addosso al proprio carnefice.
E’ questa la nuova ipotesi a cui tutti coloro che seguono il caso ripongono le proprie speranze.

S. O.