Berlusconi: “Accuse ridicole, Procura ha speso 20 milioni di euro”

Berlusconi in aula. C’era chi ormai non ci sperava più e ha dovuto ricredersi. C’era invece e c’è ancora chi ha sempre pensato che il Cavaliere dovesse fare il Presidente del Consiglio e non andare a difendersi da “accuse false” in Tribunale. Il giorno dopo il suo presentarsi in aula per il processo Mediatrade,  Il Premier  torna all’attacco, con toni piuttosto pesanti: “Le accuse sono così false che c’è da chiedersi con quale coraggio la procura di Milano abbia insistito a spenderci sopra tra consulenze, rogatorie e atti processuali qualcosa come una ventina di milioni di euro, tolti dalle tasche dei contribuenti”.

Accuse infondate e ridicole. Insomma, avete speso soldi pubblici per indagare  su cose che non sono mai esistite sembra voler far notare Berlusconi ai magistrati della Procura milanese. “Ho deciso di partecipare a queste nuove udienze – continua – per dimostrare che queste accuse contro di me non sono solo infondate, ma anche ridicole E ancora: “la Procura di Milano ha dimostrato ancora una volta di avere contro di me una volontà persecutoria che non si ferma neppure di fronte all’evidenza e neppure di fronte al ridicolo”. Il Cavaliere si difende così, in un messaggio audio destinati ai Promotori della Libertà.

Con Agrama non c’entro nulla. Questo in sostanza il concetto che passa dalle dichiarazioni del Premier. Frank Agrama “godeva della fiducia di Paramount, Mediaet non avrebbe mai potuto scalvalcarlo” e in ogni caso “I fatti di questo processo risalgono a 15 anni fa – conclude, ed – è una realtà incontestabile confermata da tutti i testimoni, che in Mediaset io non mai mi occupai dell’acquisto dei diritti tv e che dal gennaio del 1994, data della mia discesa in campo, mi sono allontanato dalle aziende che avevo fondato per dedicarmi solo al bene del mio Paese”. Il capo d’accusa riguarda i diritti tv di produzioni americane. Secondo l’accusa, Agrama acquistava tali diritti dalla Major USA per poi rivenderli prima a finivest e poi a Mediaset, gonfiando i prezzi, riversando poi la quota “eccedente” in conti esteri messi a disposizione dei mangaer Mediaset. L’azienda ha però sempre fermamente negato ogni addebito.

Angelo Sanna