Berlusconi: dall’aula del tribunale al predellino

E’ inutile girarci intorno: nonostante le preoccupazioni per la guerra in Libia, per i reattori di Fukushima, per la crisi economica che non accenna a diminuire, la notizia del giorno di ieri è stata il ritorno (dopo 8 anni) del premier nel Tribunale di Milano. Un evento che, se da un punto di vista meramente giudiziario, ha avuto poco peso (si è trattata di una semplice udienza tecnica), dal punto di vista mediatico ha, al contrario, monopolizzato l’attenzione di tutti. Il Cavaliere, in grande spolvero, ha ieri varcato l’ingresso laterale e blindatissimo del palazzo di Giustizia milanese per raggiungere il settimo piano dove, all’interno dell’aula 9, ha incontrato i pm a cui ha stretto la mano. Quindi è uscito sfoderando il solito sorriso e consegnando al gruppo di sostenitori che per tutta la durata dell’udienza preliminare ha sostato all’esterno dell’edificio la promessa di incontrarli il prossimo lunedì.

La stretta di mano ai pm – E’ arrivato in anticipo, intorno alle ore 9.46, e attraverso un ingresso laterale ha raggiunto l’ufficio del giudice preliminare Maria Vicidomini. Silvio Berlusconi ieri mattina, scortato dai suoi difensori, ha assistito in silenzio allo svolgimento della “seduta tecnica” del processo Mediatrade (dove risulta imputato per frode e appropriazione indebita), accompagnando il suo ingresso nell’aula 9 del settimo piano a un’inattesa stretta di mano concessa ai pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro. Poi, in una pausa della seduta, il solito Berlusconi che, secondo i bene informati, avrebbe accennato a qualche barzelletta e scambiato qualche osservazione sul Milan, intrattenendosi su argomenti “leggeri”.  Nel giro di un’ora e mezza, il gup Maria Vicidomini ha respinto la provocatoria richiesta di un piccolo risparmiatore, titolare di una singola azione Mediaset, di costituirsi parte civile e ha concordato il calendario con le parti. L’intervento dei pm è previsto per lunedì prossimo, mentre il 2 e il 30 maggio la parola dovrebbe passare alla difesa.

Il saluto alla folla – Quando, dopo circa due ore, il presidente del Consiglio è uscito dal Tribunale di Milano, il suo volto è apparso sereno e sorridente come sempre. Di più: il Cavaliere avrebbe chiesto agli uomini della sicurezza di concedergli un piccolo bagno di folla, durante il quale – salito sul solito predellino – ha salutato il gruppo di supporter che lo ha religiosamente aspettato per manifestargli appoggio e solidarietà. “E’ andato tutto bene – ha detto loro il premier – mi sto preparando per il 4 aprile”. I suoi difensori, Niccolò Ghedini e Piero Longo, hanno invece ritardato l’uscita dal palazzo di Giustizia: a conclusione della seduta preliminare del processo Mediatrade hanno, infatti, raggiunto l’ufficio del presidente del collegio della quarta sezione penale, dove il 6 aprile partirà il processo per il caso Ruby, per cercare di concordare il calendario.

Maria Saporito