Giustizia: Sulla responsabilità dei giudici il “no” del Colle

Repubblica, in un articolo a firma di Liana Milella, spiega lo stop del presidente Napolitano sulla giustizia, proprio mentre il centrodestra accelera sul processo breve: la prossima settimana il voto finale.
Il Colle chiede correttivi. Csm, scontro Vietti-Pdl.

Lo stop di Napolitano – Al Colle non piace affatto l’emendamento Pini sulla responsabilità civile dei giudici.
E’ sbagliato nel metodo, nel merito, nei tempi, chiarisce il Colle. Rischia di provocare una rottura permanente tra l’esecutivo e il Csm, una polemica che Napolitano vuole evitare a tutti i costi, non fa bene alla politica e non fa bene al paese.
“Non si può liquidare nella legge comunitaria, senza alcun dibattito, senza cercare, se non in extremis, la benchè minima condivisione, una questione fondamentale, sentita non solo dai giudici ma anche dalla gente”.
Napolitano non invita il governo a ritirare la norma ma si tratta un consiglio che tiene conto anche dello stato dei testi legislativi, visto che da un lato, in commissione Giustizia, c’è da tempo una pratica aperta proprio sulla responsabilità, e dall’altro sta per arrivare la riforma costituzionale Alfano che la contiene.

La responsabilità – La questione più spinosa ora è la responsabilità.
Il richiamo del presidente della Repubblica non cade nel vuoto tanto che Gianluca Pini ideatore dell’emendamento, non esclude una modifica. Manlio Contento e Francesco Paolo Sisto, entrambi del Pdl, lavorano a cambiare il testo e ad attenuare la formula “violazione manifesta del diritto” che avrebbe dovuto sostituire quella “per dolo o colpa grave” integrandole entrambe.
E se in Parlamento si continua a seguire attivamente la questione, anche la magistratura, continua la Milella, terrebbbe d’occhio i possibili sviluppi della faccenda: “Nel Csm intanto si discute della responsabilità civile, giusto oggi, nella commissione per le Riforme, con l’ipotesi di tenere anche giovedì un plenum straordinario. I quattro laici del centrodestra (Zanon, Romano, Marini, Palumbo) che non avevano approvato questa intromissione hanno inviato una lettera a Vietti per esprimere radicale dissenso. Molto dura la replica di Vietti, che definisce il tema “tanto rilevante quanto urgente”, e ribadisce il diritto del Consiglio “a esprimersi in queste circostanze, secondo una prassi conforme a quella finora costantemente seguita”.

Matteo Oliviero