Giustizia: Terzo Polo chiude a furbate e leggi ad personam

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:29

Sì alla collaborazione sul tema della giustizia, ma no alle leggi ad personam. E’ questo, in sintesi, il messaggio che i parlamentari del Terzo Polo hanno recapitato oggi alla maggioranza, facendo esplicito riferimento ad alcuni provvedimenti annunciati nelle ultime ore. “C’è una sola seria scelta da fare – hanno scritto i terzopolisti nel documento diffuso stamattina a conclusione dell’assemblea che si è svolta a Montecitorio – ritirare subito emendamenti e leggine frutto della furbizia o della vendetta”. Una condizione che Udc, Fli e Api considerano irrinunciabile per scongiurare un pericoloso scontro politico e istituzionale.

Il Terzo Polo e la giustizia – “Il nuovo Polo dell’Italia è disposto a dialogare sulla giustizia a patto che la maggioranza ritiri le leggi ad personam come la prescrizione breve e la responsabilità civile dei magistrati“. E’ quanto sta scritto sul documento che senatori e deputati del Terzo Polo hanno vergato stamattina nel corso dell’Assemblea che si è svolta alla Camera alla presenza di Francesco Rutelli e Pier Ferdinando Casini. “C’è una sola seria scelta da fare – hanno continuato i terzopolisti – ritirare subito emendamenti e leggine frutto della furbizia o della vendetta e ridare una chance alla ragionevolezza, aprendo davvero un serio confronto riformatore per il quale ribadiamo la nostra disponibilità. Se invece la maggioranza non tornerà indietro – hanno aggiunto i parlamentari del nuovo Polo – sarà evidente che essa non vuole la riforma ma cerca soltanto di accendere la miccia di un pericoloso scontro politico e istituzionale“.

Casini: No alle ossessioni del premier – Non solo: “Affrontare sbrigativamente, con pasticciato e inaccettabile emendamento, l’importante tema della responsabilità civile dei magistrati – si legge ancora nel documento messo a punto stamattina a Montecitorio – non è un atto di governo, ma solo un gesto provocatorio e immaginare nuove fantasiose leggine che restringano i tempi di prescrizione dei processi significa riproporre testardamente le solite scorciatoie ad personam già  fallite nel passato”. Concetti ampiamente ripresi dal leader dei centristi, Pier Ferdinando Casini: “Bisogna fare le cose serie – ha commentato a conclusione dell’assemblea – Se c’è spazio per le cose serie, ci sediamo al tavolo; se si tratta di fare colpi intimidatori verso i pm e di seguire le ossessioni del premier non siamo disponibili al confronto. Il governo deve decidere che strada prendere. Il Terzo polo non vuole dare alibi a nessuno per dire che l’opposizione non vuole ragionare – ha concluso Casini – Per questo facciamo finta di non sentire il 90% delle cose che dice Berlusconi”.

Maria Saporito

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