Par condicio nei talk show: la maggioranza prova a zittire Santoro e Floris

I talk show come le tribune politiche. In vista delle elezioni amministrative che si svolgeranno i prossimi 15 e 16 maggio, Lega, Pdl e “Responsabili” hanno presentato tre emendamenti al regolamento messo a punto dal presidente della commissione di Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, con i quali chiedono di estendere la par condicio ai programmi di approfondimento politico. Una “mossa” che verrà discussa prestissimo in commissione, ma che ha già suscitato la “levata di scudi” di politici e addetti ai lavori. “Siamo davanti all’ennesima proposta da Minculpop” ha tuonato Antonio Di Pietro, mentre il conduttore Giovanni Floris ha ricordato: “Il Tar ha già stabilito che i programmi d’informazione non possono essere equiparati alle tribune elettorali”. Sul piede di guerra anche Michele Santoro, che si è detto pronto a “bissare” l’esperienza di “Raiperunanotte“.

Un “bavaglio” ai talk show –  E’ arrivata in extremis la richiesta della maggioranza di estendere la par condicio ai programmi di approfondimento politico trasmessi dalla Rai nel periodo che precederà le prossime elezioni amministrative. Con tre emendamenti, Lega, Pdl e “Responsabili” hanno infatti chiesto di tornare sul regolarmento “benedetto” dal presidente della commissione di Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, per garantire a tutte le forze politiche identica esposizione mediatica. “I tre emendamenti depositati – ha spiegato Davide Caparini, capogruppo della Lega Nord in commissione – sono l’applicazione della legge sulla par condicio nello spirito di dare l’accesso a tutte le forze politiche che concorrono alle prossime elezioni, forze politiche che abbiano una dimensione consistente e come previsto dalla legge”. Ma se per la maggioranza si tratta di una proposta legittima e giusta, tesa a evitare che i partiti più forti possano rovinosamente rubare la scena a quelli più piccoli, per l’opposizione (e non solo) si tratta invece dell’ennesimo tentativo di mettere il “bavaglio” all’informazione non allineata.

La reazione dell’ opposizione e dei conduttori – “Manderò una letterina sull’informazione a tutti gli esponenti dell’opposizione – ha annunciato ieri il segretario del Pd Pier Luigi  Bersani–  in particolare sui telegiornali. Stiamo parlando di un black out dei talk show, altro che par condicio. E’ inaccettabile e noi saremo totalmente in disaccordo. Gli ultimi 10 giorni abbiamo visto le televisioni invase da Berlusconi. Nemmeno in Bielorussia succede una cosa del genere”. Un pensiero condiviso da Antonio Di Pietro: “Siamo davanti all’ennesima proposta da Minculpop di questo governo e della sua maggioranza – ha tuonato il leader dell’Idv – vogliono evitare che i cittadini siano informati per disincentivare il voto alle amministrative e ai referendum”, mentre Enzo Carra dell’Udc ha definito la proposta della maggioranza un  “bavaglio totale“. E i diretti interssati? Come hanno reagito i conduttori dei talk show targati Rai alla notizia diffusa ieri? “Di nuovo? – ha ironizzato il presentatore di Ballarò, Giovanni Floris – Errare è umano, perseverare è diabolico. Dopo l’esperienza dello scorso anno, quando un regolamento ingestibile portò alla chiusura dei talk show, il Tar ha stabilito che i programmi di informazione non possono essere equiparati alle tribune elettorali. Se la commissione varasse un regolamento del genere – ha continuato il giornalista – bisognerebbe dare per scontato un ricorso da parte della Rai o di chiunque ne abbia il diritto, ricorso che porterebbe immediatamente all’annullamento del regolamento stesso”.

Resistenze da Santoro a Vespa – Non la pensa diversamente Michele Santoro: “A fronte dell’approvazione di norme liberticide – ha commentato il conduttore di Annozero – noi reagiremo in tutti i modi e chi oggi fa finta di non vedere non può non essere ritenuto complice. Di fronte ad un’emergenza nucleare, ad una guerra che ci vede impegnati in prima fila e alle vicende giudiziarie del presidente del Consiglio, si agisce per chiudere gli spazi critici, restituendo così ai telegiornali di proprietà di Silvio Berlusconi e a quelli pubblici da lui direttamente condizionati – ha affondato Santoro – un primato che hanno perso sul campo”. E anche il più “moderato” Bruno Vespa ha tradito insofferenza per la proposta avanzata in commissione di Vigilanza Rai: “Spero vivissimamente – ha detto – che venga evitato il blocco ai talk show deciso l’anno scorso nella convinzione che si possano trovare formule per obbligare tutti noi a condurre dibattiti realmente equilibrati”.

Maria Saporito