Porta a Porta: Libia, Vespa invita governo e ribelli in tv

Porta a Porta in Libia. Nella puntata di Porta a Porta andata in onda ieri, 28 marzo, si è  verificato un momento di televisione che, se forse l’indomani risulta  difficile comprenderne la reale portata, tra qualche anno verrà probabilmente ricordato come un evento storico. Il talk show di politica e attualità che va in onda in seconda serata su Rai1, ha portato contemporaneamente ai microfoni televisivi Khaled Kaim, vice-ministro degli Esteri del Governo Gheddafi e Mustafa Abdel Jalil, il presidente del Comitato nazionale di transizione, il capo degli insorti libici.  In un’intervista contemporanea, il conduttore Bruno Vespa, con l’ausilio di due inviati, mette virtualmente uno di fronte all’altro due dei più importanti rappresentanti delle fazioni in guerra in Libia.

Trattati con l’Italia. Si parla però anche di Italia e le domande del giornalista sono piuttosto mirate: “Sareste disposti a rispettare gli accordi con l’Italia?” chiede Vespa a Jalil, il più alto rappresentante degli anti-governativi in Libia. La risposta di quest’ultimo è perentoria: “rispetteremo tutti gli accordi, l’Italia è nostra partner storica e c’è un livello di cooperazione che si è costruito negli anni”. Nessuna posizione privilegiata per la Francia  incalza quindi Vespa, No -controbatte Jalil – l’Italia è stata la prima con la quale abbiamo avuto contatti”.

Guerra di parole. Dall’altra parte c’è Khaled Kaim, i due, secondo l’inviato di Porta a Porta, si conoscono, si rispettano anche, ma ora sono in guerra. La tattica della coalizione insorge il viceministro di Gheddafi – è imporre una situazione di stallo per spaccare il Paese in due”. Ma questo, secondo gli insorti non è possibile, “Gheddafi se ne deve andare”.  Una spaccatura tra Cirenaica e Tripolitania, potrebbe tra l’altro essere proprio ciò che il governo libico presieduto dal colonnello spera. Ormai attaccato su più fronti, isolato dall’ ONU e  con i ribelli che marciano minacciosamente verso Tripoli, riuscire a mantenere una fetta di territorio potrebbe essere il miglior risultato ottenibile. Secondo Jalil, il giudizio va comunque al popolo: laciateli parlare – tuona – ritirate i cecchini, lasciateli andare per strada e poi vediamo”

A.S.