Trapani: popolazione dice no a chiusura scalo e tendopoli

Un corteo di auto che da Marsala arriverà a Trapani. E’ così che cittadini, amministratori, sindacalisti e imprenditori del Trapanese sperano oggi di far sentire la loro voce. La mobilitazione, che partirà intorno alle ore 9,00, è lo strumento attraverso il quale gli abitanti del posto cercheranno di denunciare la loro insofferenza per la chiusura dell’aeroporto civile di Birgi e per la tendopoli che dovrebbe essere allestita nelle vicinanze per accogliere un gruppo di migranti provenienti da Lampedusa. Iniziative che hanno già provocato gravi “guasti” all’economia del territorio e che rischiano di aggravare ulteriormente la situazione.

L’aeroporto deve riaprire – Se gli abitanti di Lampedusa devono fare i conti con un'”invasione” che ha mandato in tilt l’intera isola, i trapanesi devono fronteggiare un’emergenza che è innanzitutto economica. Da quando è stata ufficializzata la chiusura dello scalo civile di Birgi, infatti, le ripercussioni sull’economia locale sono state rovinose. Da qui decollano i Tornado impegnati nella missione libica e il governo ha stabilito, per motivi di sicurezza, di sospendere il traffico civile. Una decisione fortemente osteggiata dagli abitanti del posto, che adesso richiedono almeno la riapertura parziale delle piste, come del resto era stato annunciato dal ministro Ignazio La Russa. E’ prevista per questa mattina, intorno alle ore 9,00, la partenza del lungo corteo di automobili che sfilerà da Marsala fino a Trapani. Una mobilitazione animata spontaneamente da varie parti della società civile per dire basta alla paralisi economica legata alla chiusura dell’aeroporto civile. “Il turismo siciliano – ha osservato l’assessore regionale al Turismo, Daniele Tranchida – è ormai in ginocchio”.

La tendopoli non s’ha da fare – Ma ad esasperare la popolazione locale è anche la notizia dell’allestimento, proprio in queste ore, di una tendopoli che dovrebbe accogliere una parte dei “disperati” arrivati a Lampedusa. Una struttura mobile, che dovrebbe ospitare circa 600 persone, da realizzare nell’aeroporto militare dismesso di Kinisia, vicino Trapani. Una “mossa” che contribuirà ad aggravare la situazione economica del territorio e contro la quale il  presidente della Provincia, Mimmo Turano, ha convocato per domani mattina un’assemblea permanente dei sindaci  della zona. “Non siamo disposti ad assistere passivamente al crollo della nostra economia – ha spiegato Turano – né che Trapani venga ulteriormente penalizzata con la realizzazione del campo per gli immigrati a Kinisia. Ci batteremo, civilmente e democraticamente, perchè questo nuovo scempio sia scongiurato“. Posizione sostanzialmente condivisa dal primo cittadino di Trapani, Girolamo Fazio, che ha manifestato grande preoccupazione per l’allestimento della tendopoli: “Non si può nascondere – ha detto – che non si potrà garantire l’ordine pubblico, poiché alle legittime e già annunciate proteste si aggiungerebbero le altrettanto legittime proteste degli extracomunitari. Verrebbero abbandonati in un’area assolutamente inidonea allo scopo, anche perché – ha sottolineato il sindaco – il sito è del tutto privo dei requisiti minimi in termini di servizi”.

Maria Saporito