Calcio in lutto, è morto Roberto Lovati

Lazio, Lovati – Si è spento oggi a Roma all’età di 83 anni Roberto detto “Bob” Lovati, portiere della Lazio nella seconda metà degli anni ’50. Lovati poteva vantare 146 presenze complessive da calciatore e la vittoria di una coppa Italia nel 1958.  Dopo il suo addio al calcio giocato ha ricoperto ruoli di ogni tipo all’interno della Lazio, società a cui era legato a doppio filo e che attraverso il proprio sito ufficiale ha diffuso la notizia della scomparsa del portiere.

Indimenticato – Nato a Cusano Milanino nel 1927, ha iniziato la sua carriera esordendo in serie B con la maglia del Pisa nella stagione 1948-1949. Quindi è passato al Monza nella stagione 1952-1953 dove è rimasto da titolare per due anni. Ma è con il passaggio al Torino che la sua carriera ha avuto una svolta, potendo finalmente esordire in serie A. Nel 1954 è passato alla Lazio, società con cui ha vinto la coppa Italia nel 1958. Ha appeso gli scarpini al chiodo nel 1961, dopo aver anche disputato in carriera 2 partite con la maglia della nazionale. Terminata l’attività agonistica, è stato allenatore delle giovanili, dei portieri e anche della prima squadra della Lazio, fino a diventarne direttore sportivo. Era talmente amato nella società in cui ha operato da diventarne un simbolo, un’icona.

L’abbraccio della Lazio – Proprio sul sito ufficiale dalla Lazio è stato diffuso un comunicato in cui la società, con il presidente Claudio Lotito in testa, esprime cordoglio per la scomparsa dell’ex portiere. Questo uno stralcio: “si è spento Roberto ‘Bob’ Lovati, bandiera della S.S. Lazio. Arrivato nella società biancoceleste nel 1954 come portiere, dopo aver vestito le maglie di Pisa, Monza e Torino, vince la Coppa Italia nel 1958. Quando smette di giocare, non lascia la società tanto amata: ricopre molti incarichi, da quello di allenatore delle giovanili a quello di preparatore dei portieri fino ad arrivare ad essere nominato direttore sportivo a cavallo tra gli anni settanta ed ottanta. Oggi ci lascia una persona straordinaria, che aveva stretto con la Lazio un legame indissolubile“.

Rosario Amico