Napolitano: “Polemiche distaccano i cittadini dalle istituzioni”

Il presidente della Repubblica da New York invita ancora una volta maggioranza e opposizione ad evitare tensioni che non fanno certo bene  al paese.
Il più grande problema della politica italiana è l’iper-partigianeria che rende impossibile il dialogo e il confronto, determina una delegittimazione reciproca dei competitori politici. Tutta questa polemica rischia di generare distacco dalle istituzioni”.

Il richiamo del Capo dello Stato – Il vero problema dell’Italia è l’attitudine della politica a dividersi“, spiega Giorgio Napolitano,  durante il dibattito annuale alla facoltà di legge della New York università.
Non è un momento facile per l’Italia e per il lavoro di un presidente della Repubblica. Io non faccio commenti su nessuna personalità politica italiana. Parlo più in generale e dico che il più grande problema della politica italiana è l’iper-partigianeria che produce una guerriglia quotidiana, rende impossibile il dialogo e il confronto, determina una delegittimazione reciproca dei competitori politici. Una situazione in cui nessuno ascolta l’altro crea un rischio di gravi divisioni e di forte indebolimento del Paese“.
In mezzo a questa confusione il Quirinale si muove sottolineando tutto ciò che unisce l’Italia, e non la divide. E magari ogni tanto si nota che c’è qualche risultato. Il mio è un potere neutro che viene esercitato allo scopo di garantire la Costituzione e l’equilibrio tra i poteri. Ecco perché, quando la Costituzione lo richiede, qualche decreto non prende la via della Gazzetta Ufficiale, ma riprende quella di Palazzo Chigi”.

Napolitano: “Auspico iniziative condivise” – Giorgio Napolitano auspica “iniziative condivise tese a migliorare la funzionalità del sistema giustizia e a rimuovere tensioni anche istituzionali che finirebbero per alimentare nell’opinione pubblica e specialmente tra i giovani motivi di disorientamento e sfiducia che è indispensabile scongiurare.
L’avvocatura registra oggi una situazione di disagio, sia per il ritardo nell’approvazione della riforma forense sia per le difficoltà applicative dell’istituto della conciliazione obbligatoria e per alcune previsioni del disegno di legge sullo smaltimento dell’arretrato civile”, scrive il capo dello Stato.
Auspico che governo e Parlamento valuteranno i rilievi prospettati in un’ottica collaborativa affinché, attraverso un sereno confronto, sia possibile superare le attuali criticità nel superiore interesse dei cittadini e del Paese”.

Matteo Oliviero