Processo breve, insorge l’opposizione: E’ una vergogna

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:24

Roma – La proposta inoltrata dal Popolo della libertà nell’aula di Montecitorio, dove era in corso una seduta della Camera dei Deputati, circa l’inversione dell’ordine del giorno, così da poter subito prendere in esame il testo sulla prescrizione breve tanto caro alla maggioranza per mettere un freno alle azioni giudiziarie che sono riprese nei confronti del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha innescato la reazione dell’opposizione che a gran voce ha fatto presente come questa sia stata l’ennesima occasione in cui l’attività del Parlamento va di pari passo con le esigenze personali e private del premier. Le proteste hanno innescato una bagarre dialettica in cui da una parte si gridava «Vergogna» e dall’altra si rispondeva «Buffoni».

Il Pd: Dimostrazione di violenza parlamentare – Tra i più decisi nel criticare il cambiamento dell’ordine del giorno, approvato con quindici voti di scarto, è stato Dario Franceschini, capogruppo alla Camera del Partito Democratico. Franceschini ha dichiarato: «La proposta del Pdl sul quale noi diamo parere contrario è un’altra pagina di abuso della maggioranza. E’ una gravita politica, qual è la motivazione per cui volete approvare subito, in aula, un provvedimento che ha come scopo bloccare il processo Mills al presidente del Consiglio? Si rischierà la prescrizione per processi gravissimi come il reato di violenza carnale. Cosa andrà a dire Bossi ai padani ai quali ha parlato di sicurezza? Siete dei servitori fedeli del presidente del Consiglio. Perché oggi volete fare questo invertimento? Perché Berlusconi è a Lampedusa. Se non avete la coscienza morale di fermarvi almeno provate vergogna dentro di voi».

Udc, Casini: La maggioranza viene meno ai patti – Decisa anche la presa di posizione del leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, che si dichiara deluso dall’atteggiamento tenuto dalla coalizione di governo: «Il governo e il ministro Alfano, dopo averci illuso e illuso gli italiani che erano pronti a fare una riforma per i cittadini, ecco spuntare il solito provvedimento che serve solo a placare le ossessioni giudiziarie del presidente del Consiglio. Nei giorni scorsi il ministro della Giustizia ha presentato un progetto di riforma costituzionale, assicurando che avrebbe tolto di mezzo tutte quelle norme minimali, settoriali, ad personam che c’erano in giro. Noi abbiamo detto che non ci si poteva sottrarre al confronto e che eravamo pronti a sederci al tavolo ma ora la maggioranza si rimangia tutto. È una vergogna».

Fli: E’ la morte della riforma della giustizia – A chiudere il coro di critiche, contro il comportamento della maggioranza, le parole dell’esponente di Futuro e Libertà per l’Italia, Benedetto Della Vedova: «Questo processo breve è il peggior viatico se non la pietra tombale sulla riforma della giustizia. Voi, le riforme non le volete, non volete che ci siano le condizioni per farle».

Nella foto: una vignetta di Bucnic sul processo breve.

Simone Olivelli

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