Ras Lanuf, Gheddafi riconquista la città strategica

Riguadagnano già terreno, a quanto pare, le forze armate fedeli al leader libico Muammar Gheddafi. Mentre pochi giorni fa si è diramata per il mondo la notizia che il petrolio sarebbe ormai interamente in mano ai ribelli, oggi il colonnello ha vinto clamorosamente una battaglia che li ha messi in fuga verso l’est della Libia, ed ha riconquistato il sito petrolifero di Ras Lanuf. La notizia è stata data dall’agenzia di stampa francese France Presse. La vittoria è della tarda mattinata di oggi, e gli insorti hanno trovato rifugio per ora presso Brega, città che è ancora per il momento sotto il loro dominio. Ma le forze armate di Gheddafi potrebbero riuscire ad avanzare verso est, riconquistando le città perdute da pochi giorni. Del resto, se Usa e coalizione Onu sono ancora indecise sulla possibilità di fornire armi più moderne agli insorti, l’aiuto da fornire loro si può ben notare che non sia poi tanto tempestivo, a nove giorni dall’inizio delle ostilità. Le strumentazioni in mano ai ribelli sono da storia delle armi, ossia vecchissimi aggeggi di fabbricazione russa.  Avevamo parlato di questi dubbi in un precedente articolo della mattinata, riguardante le ultime dichiarazioni di Obama.

Ras Lanuf è considerata militarmente una località strategica importante nell’est della Libia. Così come strategica è anche la posizione di Misurata, dove la battaglia continua davvero cruenta. “Una carneficina“, secondo tutti i testimoni diretti. La caduta della città rappresenterebbe una tappa fondamentale verso la conquista della capitale, a causa della posizione della località. Secondo le testimonianze, gli attacchi “sleali” dei cecchini contro i civili stanno compiendo una vera strage sul posto. Ha riferito oggi facendo rapporto a Bengasi una portavoce del Cnt (Consiglio nazionale di transizione), che “la situazione è drammatica, ed è necessario che le forze internazionali agiscano per proteggere i civili in applicazione della risoluzione 1973”. Dotare di armi gli insorti, dunque, sarebbe a quanto pare davvero fondamentale, e non proprio, come ha detto in queste ore Obama,  qualcosa di “forse poco necessario, se la guerra sta volgendo alla fine”. Cosa che ancora non si sa, ma ci si sta riflettendo sopra, come sembra intendere Barak Obama.

Sandra Korshenrich