Agcom : “Tg1, tg4 e Studio Aperto, troppo spazio al governo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:45

L’Agcom ha adottato un ordine di riequilibrare le notizie su maggioranza e opposizione evitando, come accaduto fin ora, di dare troppo spazio al premier Berlusconi. Il riferimento è al tg1 di Minzolini, il tg4 di Fede e Studio Aperto.
Tg praticamente definiti troppo faziosi dall’Autorità garante.

I dati dell’Agcom – Secondo un’elaborazione dei dati pubblicati dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e relativi al periodo dicembre-febbraio, il governo, il presidente del Consiglio e i partiti di maggioranza hanno occupato il 57% del tempo di parola nel Tg1, oltre il 72% nel Tg4 e il 66% in Studio Aperto. Sul fronte dell’opposizione, il Pd ha avuto circa il 13% del tempo di parola nel Tg1, l’8.7% nel Tg4 e il 21% circa in Studio Aperto.
Il gruppo di ascolto di Roberto Zaccaria del Pd invece, ha rilevato che il tempo dedicato dai tg a Berlusconi è “esorbitante: lunedì sera 20 minuti e 47 secondi di cui8 minuti sul Tg4, contro i 17 secondi per Bersani; per non parlare dei videomessaggi di moda: nel Tg5 per Mara Carfagna 1 minuto e 34 secondi.

L’ordine di riequilibrio – E’ un vero e proprio “ordine a Tg1, Tg4 e a Studio
Aperto di riequilibrio immediato tra tempo dedicato alla maggioranza e all’opposizione, evitando altresì la sproporzione della presenza del Governo, specie in relazione alla campagna elettorale d’imminente inizio
“: lo ha deciso ieri a maggioranza il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, che ha affrontato anche altre questioni in materia di pluralismo televisivo.
Tra queste anche l’intimazione a Report di assicurare il diritto di replica al ministro dell’Economia Giulio Tremonti a seguito di un esposto da lui fatto contro una puntata andata in onda il 24 ottobre 2010.
Il Consiglio dell’Agcom “ha ribadito che deve essere assicurato il diritto di replica, già sollecitato in relazione a una precedente puntata per la quale era stato assunto dalla Rai un impegno che non è stato soddisfatto“.
Infine il Consiglio, all’unanimità, ha deciso di regolamentare i “videomessaggi” al di fuori del periodo elettorale, periodo nel quale essi sono vietati.

Matteo Oliviero