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Camera: leghista insulta deputata disabile

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Continua il diario impietoso delle sedute alla Camera. Dopo i “Vaffa“, i giornali lanciati e le parole grosse proferite ai quattro angoli dell’emiciclo, arrivano anche gli insulti tributati alla deputata disabile del Pd, Ileana Argentin. All’origine dell’increscioso incidente, il rimprovero che Osvaldo Napoli del Pdl ha rivolto all’assistente dell’Argentin, reo – a suo dire – di aver applaudito il discorso di Italo Bocchino. Quando l’esponente del Pd cerca di prendere la parola per denunciare l’accaduto, un insulto pesante si leva dagli scranni della Lega: “Fate stare zitta quell’handiccapata!“. “Io non ho mai strumentalizzato la mia situazione – chiarisce la deputata disabile – ma non potendo applaudire con le mie mani, lo faccio con le mani del mio assistente”.

L’applauso proibito – Non c’è limite al peggio: la situazione nell’emiciclo di Montecitorio diventa sempre più insostenibile e contribuisce a diffondere un’immagine desolante della politica nazionale. Dopo le varie intemperanze registrate negli ultimi giorni, a incassare epiteti disdicevoli è stata oggi la deputata disabile del Pd Ileana Argentin. Questi i fatti: l’onorevole Bocchino ha da poco finito di pronunciare il suo discorso all’assemblea, quando l’Argentin, che ha evidentemente apprezzato i contenuti esposti dall’avversario politico, chiede al suo assistente di applaudire. Tanto quanto basta a far infuriare il pidiellino Osvaldo Napoli, che raggiunge la postazione dell’Argentin per puntare l’indice contro il suo assistente a cui dice: “Tu non ti devi permettere di battere le mani”.

Onorevole barbarie – Una prepotenza che la deputata non è disposta ad accettare, tanto che chiede al presidente della Camera di prendere la parola. Ma proprio mentre sta per denunciare l’accaduto, un coro di disapprovazione si alza dai banchi della maggioranza. Tra il vociare fitto, si distingue l’insulto di un esponente della Lega , Massimo Polledri, che arriva a dire: “Fate stare zitta quell’handiccapata!“. Il presidente della Camera tenta di sedare gli animi e invita il leghista a rimediare al grave scivolone, ma l’Argentin riesce finalmente a prendere parola. “Io non desidero le scuse di nessuno – precisa – Credo che lei mi conosca abbastanza per sapere che non strumentalizzo mai queste cose, ma se io desidero applaudire un mio avversario lo faccio come credo e quando credo e se non lo posso fare con le mie mani – spiega ancora l’esponente del Pd – lo faccio con le mani di chiunque“.

Maria Saporito