Giappone: il Premier Kan, Fukushima verrà smantellata

Fukushima verrà chiusa. La Tepco, la società al centro di mille polemiche per la discutibile gestione dell’impianto nucleare di Fukushima e dell’emegenza che attualmente in atto, ha dichiarato che quattro dei sei reattori della centrale verranno arrestati e chiusi. A “rilanciare” è stato però il Premier giapponese, Naoto Kan, che, secondo quanto riportato dall’agenzia Kyodo, è intenzionato a smantellare interamente tutti e sei i reattori di Fukushima, la centrale colpita da terremoto e conseguente tsunami, lo scorso 11 marzo. Inoltre – ha continuato il Primo Ministro giapponese, “il governo rivedrà da zero la costruzione di nuovi impianti”. La pressione del popolo giapponese ha probabilmente indotto il governo a riflettere. Ieri si è infatti svolta anche una manifestazione di protesta contro le centrali nucleari.

Radioattività in aumento. La situazione rimane di allarme rosso. La radioattività continuerebbe ad aumentare nelle zone della centrale, ma il territorio raggiunto dalle radiazioni si starebbe allargando. Ieri l’Aiea, l’agenzia internazione per l’energia nucleare ha fatto sapere di essere in possesso di alcuni dati che dimostrerebbero una radioattività non consentita nei pressi del villaggio di Litate, a 40 km circa da Fukushima, una distanza doppia rispetto alla zona di evacuazione imposta dalle autorità. Le autorità avrebbero però smentito la necessità di un ampliamento della suddetta zona. Inoltre, un altissimo livello di radiazioni sarebbe stato registrato anche in mare, a 300 metri di distanza dall’impianto. Secondo quanto riporta l’agenzia TMnews, il livello di Iodio 131 sarebbe di oltre 4000 volte superiore al normale.

Radioattività in tutta la  Cina. Iodio radioattivo è stato registrato anche in tutto il territorio cinese. A renderlo noto è stato proprio Pechino. Il ministro dell’ambiente cinese ha precisato che si tratta di un livello di molto basso, che non comporterà assolutamente conseguenze per la salute della popolazione. Preoccupa però la diffusione a macchia d’olio dell’emergenza. Resta inoltre da capire se la camera di contenimento del reattore numero tre,  il più pericoloso, quello alimentato a plutonio, sia stata o meno danneggiata e se quindi il materiale radioattivo non sia più isolato dall’ambiente circostante.

A.S.