“Goodbye Mama”: esce nelle sale il discusso film dell’amica di Berlusconi

Film esce tra le polemiche – Arriva l’8 aprile in 80 sale Goodbye Mama, il discusso film della bulgara Michelle Bonev, donna già al centro di una delle tante bufere che gravitano attorno – da vicino o da lontano – al premier Silvio Berlusconi. La signora Michelle Bonev non è certo una qualunque: amica di Berlusconi (dire di più, sarebbe congettura) e del premier bulgaro Boyko Borisov, aspirante attrice/scrittrice/produttrice/regista, cimentatasi nel cinema in un’Italia dove i giovani a stento trovano spazio e dove invece lei si è trovata le porte spalancate. Non ultima, in una produzione (Goodbye Mama, appunto) che l’ha vista regista, produttrice, sceneggiatrice e protagonista. Un talento strabordante, verrebbe da pensare; e invece mica tanto. Perché della signora Bonev si è parlato molto di recente, ma per motivi che nulla hanno a che fare con i meriti cinematografici.

Più note sono invece le intercettazioni del presidente di Rai Fiction Agostino Saccà e il suo avvocato Giuliano Urbani, in cui tra l’altro si cita una lettera ricattatoria della Bonev: una lettera in cui la showgirl affermava di esigere un’appoggio di Rai Fiction per la produzione di un suo format tv, pena l’eventuale convocazione di non meglio precisate conferenze stampa su non meglio precisati argomenti scomodi. Beccandosi un bell’epiteto di “persona squallida” e una serie di “che cazzo me ne fotte” da Saccà, ma solo dopo aver ottenuto di essere co-conduttrice imposta a Sanremo nel 2003, aver ottenuto la pubblicazione del suo libro Albero senza radici (guardacaso) dalla Mondadori, e ottenendo in seguito, con questo Goodbye Mama, un premio ad-hoc alla Biennale di Venezia nel settembre 2010.

Goodbye Mama, è la sua opera prima (se così si può dire), un dramma familiare al femminile presentato nel 2010 all’interno della Biennale di Venezia, dove l’allora Ministro Sandro Bondi l’aveva insignito di un inedito “Premio speciale della Biennale assegnato in occasione del sessantesimo anniversario della Convenzione europea per la Salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”, in concomitanza con il premio Action for Women, che un’inchiesta del Fatto Quotidiano aveva dimostrato essere stato istituito dallo stesso Bondi solo per lei. Da notare che al premio di cui era stato insignito il film era corrisposto un silenzio di gelo (circa la sua qualità) di tutta la stampa e la critica specializzata presente alla proiezione; il che, a dirla tutta, è un segnale già abbastanza evidente. Rai Cinema però ha pensato bene di sborsare un milione di euro per assicurarsi i diritti di questo presunto “capolavoro”; soldi che sono finiti dritti nelle mani della Romantica Entertainment, società di produzione che ha a capo (toh!) proprio Michelle Bonev. Con tutte queste premesse (vi pare poco?) vogliate perdonarci, ma per rispetto di tutti i giovani di talento che lottano per emergere con onestà morale e intellettuale, non entreremo nel merito di questo film. Intelligenti pauca.

R. D. B.