Montecitorio: E’ di nuovo scontro in aula. Proteste anche all’esterno

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:35

La maggioranza è stata battuta a parità di voti, viene così respinta l’approvazione del processo verbale della seduta di ieri. In aula si riaccende lo scontro.
Fini: “Si preannuncia una giornata calda“.
Riprende anche la mobilitazione fuori Montecitorio, contro la prescrizione abbrevviata .

Montecitorio – Questa mattina alla Camera è ripartito l’esame del processo breve..
I lavori erano stati sospesi ieri, dopo gli scontri in aula e in piazza, con insulti fra istituzioni e lancio di monetine a parlamentari e membri del governo.
Poi l’aula respinge con procedimento elettronico il processo verbale della seduta di ieri, anche se solitamente viene approvata senza dibattiti e per alzata di mano.
Ma oggi l’intera opposizione ha contestato che nel processo verbale non ci fosse esplicito riferimento all’episodio che ha visto protagonista il ministro La Russa.
La votazione ha visto un pareggio e dunque il processo è stato respinto.
La giornata di oggi alla Camera “si preannuncia densa di impegni per tutti e di momenti di confronto”, ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, all’inizio della seduta dell’Assemblea.
E su quanto accaduto ieri dice: “Quanto avvenuto ieri in aula non ha precedenti. Ci sono tante e tali obiezioni al processo verbale che la presidenza non può non farlo votare all’aula. E’ una situazione che non ha precedenti”.

Dura l’opposizione –Nella mia pur non lunga vita parlamentare non ho mai visto una votazione così lunga. Il parlamento non può aspettare i comodi dei ministri che arrivano a uno a uno a votare, lasciando il Consiglio dei ministri. Non si azzardino a lamentarsi“. Così Pier Luigi Bersani, mentre Di Pietro chiede le dimissioni di Alfano che in un gesto di stizza ha gettato la propria tessera contro i banchi dell’Idv.

All’esterno dell’Aula – Le proteste fuori Montecitorio continuano anche questa mattina, dopo il sit in organizzato ieri.
Nuova mobilitazione anche del Popolo Viola contro l’ennesima legge ad personam del premier che qualora diventasse legge, cancellerebbe subito due processi a suo carico. “La mobilitazione non finisce qui. Da oggi alle 10 saremo davanti a Montecitorio in una mobilitazione permanente fino a quando il decreto legge sulla prescrizione breve sarà alla Camera dei deputati. Poi ci sposteremo al Senato. In questo momento decisivo per le regole democratiche del nostro paese  è fondamentale che ciascuno faccia la sua parte“, dice il Popolo Viola.

Matteo Oliviero

 

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