Processo breve: bagarre alla Camera, Fini colpito da un giornale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:38

Cresce la tensione a Montecitorio dove Pdl e Lega continuano ad attaccare il presidente della Camera, Gianfranco Fini, perché “non è stato imparziale” durante la votazione che ha bocciato ieri il ‘processo verbale’ al termine di una seduta assai caotica, caratterizzata dalla bagarre che ha visto protagonista in negativo il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, mittente di un clamoroso ‘vaffa‘ all’indirizzo del presidente dell’Assemblea, un grave episodio di cui non si hanno precedenti. E oggi, mentre usciva dall’Aula, il presidente della Camera è stato colpito alla testa con un giornale lanciatogli da un deputato del Pdl. Fuori da Montecitorio continua, intanto, la protesta del popolo Viola contro la prescrizione abbreviata. E già si pensa a una manifestazione nazionale per il 16 aprile con partiti di opposizione e sindacati.

Lega e Pdl contro Fini. “E’ finita la barzelletta di Fini imparziale”, ha dichiarato il vicepresidente dei deputati Pdl Massimo Corsaro. “Dovrebbe dare le dimissioni, sul piano istituzionale è stato estremamente scorretto”, gli ha fatto eco il pidiellino Osvaldo Napoli. Sulla stessa linea il presidente dei deputati della Lega, Marco Reguzzoni: “E’ un fatto molto grave, il presidente della Camera dovrebbe essere sopra le parti, ma oggi ha dato un brutto spettacolo”, ha detto l’esponente del Carroccio. A creare forte malumore nella maggioranza è soprattutto la possibilità che oggi pomeriggio siano previste sanzioni dalla Camera per il ministro La Russa, autore di pesanti insulti ai danni di Fini. Brucia ancora la sconfitta del centrodestra in Aula, causa assenza, sul processo verbale della seduta di ieri bocciato dalle opposizioni. Per consentire anche ai ministri di raggiungere e votare alla Camera, dove è all’ordine del giorno la prescrizione abbreviata per gli incensurati contenuta nella legge sul processo breve che avrà immediato effetto sul processo Mills al premier Silvio Berlusconi, è stato sospeso il Consiglio dei ministri che si stava occupando dell’esame dell’accordo con la Tunisia. Il ministro Alfano non è però riuscito a votare e ha lanciato la propria tessera elettorale verso i banchi delle opposizioni Pd-Idv, secondo quanto ha denunciato lo stesso Antonio Di Pietro. La seduta è stata sospesa.

R. E.

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