Crisi, Usa: diminuiscono disoccupati. Calano costruzioni e manifatturiero

In ripresa il mercato del lavoro negli Stati Uniti.
Nel mese di marzo si sono registrati 216 mila nuovi posti di lavoro e un tasso di disoccupazione in calo all’8,8%. Entrambi i dati sono risultati migliori delle attese degli analisti.
Preoccupa ancora la spesa per costruzioni, mentre il manifatturiero ritarda il tanto atteso decollo.

Nuovi occupati e tasso di disoccupazione. Nei settori non agricoli gli occupati, infatti, durante il mese appena conclusosi sono aumentati di 216 mila unità, ravvisandosi così il maggior incremento degli ultimi 10 mesi. Le attese degli analisti si erano assestate, invece, su un aumento di 192 mila lavoratori.
Il settore privato ne ha assorbito, in realtà, 230 mila, di cui 199 mila nel settore dei servizi e 31 mila nella produzione di beni, mentre c’è stato un calo di 14 mila unità in quello pubblico.
Per la prima volta negli ultimi cinque anni il settore privato, dunque, assorbe oltre 200 mila persone per due mesi consecutivi.
Il tasso di disoccupazione, altro dato incoraggiante, è sceso all’8,8%, il più basso degli ultimi due anni, mentre il mese precedente era l’8,9%. Le attese degli analisti indicavano, invece, una crescita al 9%. Da ricordare, ancora, che il tasso di disoccupazione nel mese di novembre era al 9,8%.
Stabili i compensi medi orari, fermatisi a 22,87 dollari Usa, come la durata media della settimana lavorativa, ferma a 34,3 ore.

Costruzioni e manifatturiero. Secondo quando comunicato dal Dipartimento del Commercio statunitense, sulla base dei dati di febbraio, la spesa per costruzioni ha registrato un calo dell’1,4% a 760,6 miliardi di dollari, il peggior dato degli ultimi 11 anni. Spiazzati gli analisti, che avevano previsto un lieve progresso.
Il dato di gennaio è stato rivisto al ribasso, da un calo dello 0,7% ad un tracollo dell’1,8%.
Delude il manifatturiero, che rinvia il paventato decollo: nel mese di marzo l’indice Ism manifatturiero si è attestato a 61,2 punti, in leggera contrazione rispetto ai 61,4 punti del mese precedente. Il dato, però, ha ricalcato le attese degli analisti e confermerebbe, comunque, che il settore negli Stati Uniti resta in fase espansiva.

Marco Notari