Edison sempre più francese. Lescoeur nuovo Ad

Dopo circa dieci anni, durante i quali è stato prima presidente di Montedison e di Edison e poi amministratore delegato di quest’ultima, Quadrino lascia il secondo produttore di energia italiano.
Con l’ufficializzazione delle nomine per la prossima assemblea del 26 aprile avvenuta oggi, il manager non resterà neanche come consigliere.

Al posto dell’ex Fiat ci sarà Bruno Lescoeur, attuale vice presidente di Edf, il colosso dell’energia francese che fra quote dirette e indirette detiene il 50% del capitale di Edison.
Alla presidenza è stato riconfermato, ma solo per un anno, Giuliano Zuccoli, attuale presidente del consiglio di gestione di A2A, il socio italiano più importante della utility milanese.
La scadenza del mandato di Zuccoli coinciderà con quella dei consigli di gestione e di sorveglianza della società di Foro Bonaparte il prossimo anno quando, così come prevedono le intese fra i due principali comuni azionisti, Milano e Brescia, la nomina del presidente di gestione spetterà a Brescia e quella per la guida della sorveglianza a Milano.
In una nota Edf ha fatto sapere che proporrà Lescoeur come Ad, mentre Quadrino lascerà l’azienda dopo l’assemblea del 26 aprile.

Le norme anti-scalate. La fase è particolarmente delicata dopo che il Governo ha congelato il passaggio del controllo di Edison nelle mani di Edf.
“Dopo Quadrino c’è stato un tentativo di fare saltare anche Zuccoli, ma poi è prevalso il ragionamento che Zuccoli rappresentava la garanzia per i soci italiani in questa fase negoziale”, si apprende da una fonte interna riportata da Reuters.
Ora occorre anche valutare l’impatto delle norme anti-scalate approvate dal Consiglio dei ministri che prevedono il possibile utilizzo della Cassa depositi e Prestiti per calmierare il tentativo di shopping da parte dei colossi transalpini avviato nel nostro Paese.
La stessa Cassa, però, già a metà febbraio, quando uscirono le prime voci di una cordata italiana, precisò che ci sarebbero stati conflitti con altre partecipazioni che essa detiene in società energetiche italiane, come Terna o Eni.

M.N.