Fifa e Uefa, mano pesante: sospesa la Bosnia Erzegovina

Bosnia sospesa – Era da tempo nell’aria ed oggi è arrivata l’ufficialità: la Bosnia Erzegovina è stata esclusa a tempo indeterminato da qualsiasi competizione internazionale. Decisione da ritenersi valida, ed esecutiva da subito, per clubs e nazionale. Fifa e Uefa hanno quindi tenuto il pugno duro nei confronti della Federazione Bosniaca colpevole, secondo le medesime, di aver infranto il regolamento continenatale secondo il quale un solo presidente può essere a capo delle Federazioni nazionali. In Bosnia, a memoria del sanguinoso conflitto degli anni ’90, si eleggono sempre 3 presidenti per ogni carica pubblica (Federcalcio compresa), in maniera da rappresentare le 3 etnie (serba, croata e bosniaca) che convinono nella piccola Repubblica.

Nessun passo indietro dalla Federazione – La modifica dello statuto era stata richiesta da Fifa e Uefa già nell’ottobre scorso, tuttavia i due organi avevano concesso 6 mesi di tempo alla federazione balcanica. Quest’ultima però non ha voluto cedere, il responso ottenuto infatti nell’assemblea generale tenutasi a Sarajevo 3 giorni orsono ha dato esito negativo, solo 22 dei 54 delegati hanno votato a favore del cambiamento senza quindi raggiungere il quorum. Già il 21 Marzo a Nyon, in occasione di un incontro tra vari enti calcistici, erano stati preannunciati seri provvedimenti nei suoi confronti qualora l’immobilismo fosse continuato. Pertanto oggi è arrivata l’ufficialità della squalifica con perdita dei diritti di membro.

Choc per la Nazionale – Brutto colpo per Dzeko e compagni che attualmente occupano il 4° posto nel Girone D con una partita in meno e la possibilità quindi di portarsi al secondo posto a ridosso della capolista Francia (le altre squadre del raggruppamento sono Bielorussia, Albania, Romania e Lussemburgo). Le chance di qualificazione alla massima competizione continentale erano quindi intatte e la nazionale guidata da Safet Susic negli ultimi anni ha dimostrato di essere in netta crescita arrivando a disputare lo spareggio per un posto a Sudafrica 2010 contro il Portogallo. Per il popolo bosniaco, già flagellato da conflitti e carestie nell’ultimo ventennio, si tratta di un’altra mazzata (seppur morale) ricevuta dalle istituzioni occidentali.

Simone Meloni