Livorno, pacco bomba in caserma: rivendicazione anarchica

Livorno – Dovrebbe essere di matrice anarchica l’attentato avvenuto ieri nella caserma ‘Ruspoli’ della Folgore a Livorno. A metà pomeriggio, un pacco bomba è esploso ferendo seriamente il tenente colonnello Alessandro Albamonte. Nella violenta deflagrazione, l’uomo, 41 anni, originario di Taranto, ha subito l’amputazione di tre dita della mano e diverse ferite a viso e gambe. Sottoposto a intervento chirurgico, pur non essendo in pericolo di vita, le sue condizioni vengono monitorate di ora in ora. Il militare aveva fatto parte della missione italiana in Afghanistan, agendo nella regione dello Zeerko Valley, ovvero una delle più pericolose del paese mediorientale, oltre a condurre la task force che nel 2009 vigilò sul corretto svolgimento delle elezioni.

La busta era diretta a lui – Quella accaduta al tenente colonnello Alessandro Albamonte è stata una disgrazia difficilmente evitabile, nel senso che il fatto che sia stato precisamente lui ad aprire la busta imbottita, contenente un foglio A4 e del liquido esplosivo che si è innescato all’apertura, non è stato frutto di una casualità. Il destinatario del pacco era proprio il militare ferito. Adesso gli inquirenti cercheranno di risalire ai mittenti anche se dalla rivendicazione si può quasi certamente stabilire che l’attentato sia stato organizzato da una frangia anarchica.

Le altre bombe di ieri – A rafforzare la pista anarchica hanno contribuito le esplosioni avvenute sempre nella giornata di ieri: a Olten, in Svizzera, è esploso un pacco bomba ferendo lievemente due impiegate al volto e procurando loro problemi all’udito, mentre in Grecia la polizia ellenica ha individuato una lettera contenente esplosivo inviata al direttore dell’istituto penitenziario di Korydallos. In quest’ultimo caso, tra l’altro, la missiva sarebbe stata affrancata con francobolli italiani. Bisognerà stabilire se gli episodi siano collegati fra loro e se possano essere la spia dell’inizio di una possibile stagione terroristica nel territorio europeo oppure se si siano trattati soltanto di episodi isolati. Già qualche mese fa in diverse città, tra cui Roma, che ospitavano ambasciate straniere si verificò l’esplosione di pacchi bomba.

S. O.