Parmalat, in campo il Governo

Via libera da parte del Governo al ministro dell’Economia Giulio Tremonti “ad attivare strumenti di finanziamento e capitalizzazione, analoghi a quelli in essere in altri Paesi europei, mirati ad assumere partecipazioni in società di interesse nazionale rilevante in termini di strategicità”. Parmalat, come si apprende da Il Tempo, “è inclusa nella casistica”.
Il Tesoro è chiamato in campo nel tentativo di sbarrare la strada ai francesi di Lactalis attraverso la Cassa Depositi e Prestiti che, come riportato dal quotidiano romano, potrebbe acquisire quote di Parmalat sul modello di quanto avviene in Francia.
 
“La Cassa Depositi e Prestiti può assumere partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale in termini di strategicità del settore di operatività, di livelli occupazionali, di entità di fatturato ovvero di ricadute per il sistema economico-produttivo del paese”.
Le partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale “possono essere acquisite anche attraverso veicoli societari o fondi d’investimento partecipati da Cdp ed eventualmente da società private o controllate dallo stato o da enti pubblici”.
Questo allargamento dei compiti storici della Cdp, che opera nell’interesse nazionale da oltre 150 anni, è contenuta nel nuovo articolo n.7 inserito ieri in extremis nel decreto legge omnibus firmato in giornata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Allo stesso tempo, Intesa SanPaolo ha messo a punto una manifestazione d’interesse italiana che presenterà al cda di oggi rendendo possibile il rinvio dell’assemblea a fine giugno, mentre Lactalis ha comunicato all’Antitrust europeo che “il suo ingresso nel capitale di Parmalat non può essere considerato come una acquisizione del controllo della Parmalat e pertanto, non c’è la necessità di procedere ad una notifica preventiva”.

Lactalis è ancora al di sotto della soglia del 30%, che è rilevante per l’obbligo di Opa. Il superamento della soglia del 30% non comporta l’obbligo di Opa se non superata per non più del 3% e l’acquirente si impegni a cedere le azioni eccedenti entro 12 mesi e non esercitare i diritti di voto.

Marco Notari