Costa d’Avorio: massacrate 800 persone. Scoperte numerose fosse comuni

Un gran numero di cadaveri”, un massacro “particolarmente scioccante per ampiezza e brutalità”. E’ la denuncia fatta dal Comitato internazionale della Croce Rossa sulla strage di Duekoue, nell’ovest del Paese, dove Martedì hanno perso la vita almeno ottocento persone. E’ il segno di una lotta militare tra Alassane Ouattara (riconosciuto presidente dalla Comunità internazionale) e Laurent Gbagbo che ha ormai raggiunto il suo limite di asprezza, quando lo scontro tra le due fazioni si è ormai concentrato nella capitale Abidjan.

Si sentono spari e colpi d’arma pesante”, riferiva in mattinata un inviato dell’agenzia Afp. Si combatte soprattutto nel quartiere di Cocody, nei pressi della residenza di Gbagbo (presidente uscente) e vicino alla televisione di Stato conquistata dalle forze di Ouattara. Ma le testimonianze del dramma che si sta consumando nella principale città ivoriana si inseguono già da giorni. Ieri Repubblica riportava le voci di alcuni residenti, terrorizzati da quello che sta succedendo ad Abidjan. “Sparano come pazzi. Anche col cannone. – racconta Salvatore Zarlengo, un operatore commerciale italiano. – Tremano le pareti. Lo hanno fatto per tutta la notte. Sono chiuso in casa, non ho coraggio di affacciarmi alla finestra”. Altrettanto drammatica è la testimonianza di padre Dario Dozio della società Missioni Africane: “Sono arrivati stanotte, verso l’una e mezza. Le cannonate hanno fatto vibrare i palazzi. Ci siamo svegliati di soprassalto. Poi hanno continuato con le mitraglie”.

Voci che raccontano di una capitale ormai sotto assedio. L’obiettivo dichiarato dei miliziani di Ouattara (che continuano ad arrivare sempre più numerosi in città) è la residenza di Gbagbo, nei pressi della quale ieri ci sarebbe stata un’intensa sparatoria. Oggi, invece, è arrivato l’appello delle Forze Armate fedeli al Presidente uscente: mobilitazione generale di tutti gli effettivi per “difendere le istituzioni” contro “orde di mercenari”.

Intanto è ripreso incessante l’esodo dei cittadini dai centri abitati: è salito a 1.400 il numero di stranieri rifugiati nel campo militare francese di Port Bouet, che si aggiungono alle altre 700 persone fuggite nei giorni scorsi. Sempre in queste ore, a testimoniare delle violenze del regime, il governo parallelo di Ouattara ha denunciato la scoperta di “numerose fosse comuni nell’Ovest del Paese, in particolare a Toulepleu, Blolequin e Guiglo, i cui responsabili non possono che essere le forze, i mercenari e le milizie di Laurent Gbagbo”.

Cristiano Marti