Fukushima, falla nel reattore 2. Il Premier ai tecnici: “Non perdete questa battaglia”

La tragedia di Fukushima diventa giorno dopo giorno un orrore in pillole. L’ultima notizia arriva dal reattore numero due, dove la Tepco (ente che gestisce la centrale nucleare) ha individuato una crepa del diametro di circa 20 cm nella struttura di cemento dalla quale materiale radioattivo viene sversato in mare con un livello di radioattività di circa 1000milliSieverts/ora.  Un livello di contaminazione altissimo se si pensa che già l’esposizione per un breve periodo a 500 milliSieverts può essere causa di cancro.

Già al lavoro i tecnici della Tepco che, come riporta il sito della Bbc, si preparano a pompare cemento nel pozzo che ospita la struttura per cercare di arginare la falla. Un intervento da fare al più presto, dato che la crepa individuata si trova nel rivestimento in cemento del box contenente i cavi che trasferiscono l’acqua marina al reattore. Secondo Hidehiko Nishiyama, vicedirettore generale dell’Agenzia per la Sicurezza nucleare e industriale nipponica, sarebbe proprio la crepa del reattore 2 la causa dell’aumento di radioattività nella acque circostanti alla centrale: materiali altamente radioattivi sono stati rinvenuti a 37 km di distanza dall’impianto.

Voglio che voi combattiate con la convinzione che non potete assolutamente perdere questa battaglia”, ha detto ai tecnici al lavoro il Premier Naoto Kan, arrivato oggi a Fukushima presso la base operativa dei soccorsi (a 20 km dalla centrale). E’ la prima volta che il Premier visita la regione nord orientale del Paese devastata da terremoto e tsunami l’11 Marzo scorso. Arrivato con un elicottero militare nel porto di Rikuzentakata, ha promesso ai superstiti della regione di Iwate che “il governo farà tutto il possibile per aiutarli.” Poi, in una breve conferenza stampa, ha garantito il massimo impegno dell’esecutivo per la ricostruzione di un’area (e di un Paese) che in meno di un mese ha conosciuto il drammatico bilancio di 28 mila persone fra morti e dispersi, con oltre 24 mila militari ancora impegnati nelle ricerche fra le macerie.

Cristiano Marti