Lampedusa, Berlusconi: “Svuoteremo l’isola”. Ma le navi ripartono vuote

L’approccio a tutta la questione è da incompetenti. Questo ormai sembra chiarissimo”, dichiara al Fatto Quotidiano Ignazio De Rosa, sindacalista marittimo. “Stiamo intervenendo con pragmatismo. Già da stasera o al massimo domani Lampedusa sarà ridata ai cittadini”, annuncia il premier Silvio Berlusconi in collegamento telefonico ad Acicastello durante il convegno dei Responsabili. Due sguardi puntati sulla stessa realtà, due diverse prospettive dello stesso tragico fenomeno che, nonostante le rassicurazioni e le promesse, continua a parlare di dramma senza via d’uscita.

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni aveva annunciato nei giorni scorsi l’arrivo di sei navi che avrebbero svuotato in due giorni l’isola. Le navi sono arrivate ma, come racconta Enrico Fierro sul Fatto di oggi, alcune sono ripartite vuote. Come la “Watling Street” e la “Clodia” tornate indietro senza nessun migrante a bordo, la seconda ritiratasi con 230 fra poliziotti, carabinieri e Guardia di Finanza che per ore hanno atteso un attracco che non è più arrivato. E allora? Tutto da rifare. La nave San Marco continua la sua attesa in rada, come un monito governativo a ricordare la tangibilità di una promessa mantenuta. Peccato che per ora quella promessa vestita da imbarcazione rimanga ancora una vetrina cristallizzata per telecamere e cronisti.

Così come per gli immigrati rimane un miraggio di salvezza dall’inferno di Lampedusa: Medici Senza Frontiere parlano di “situazione inaccettabile, con un livello di nutrizione per gli immigrati ben al di sotto degli standard umanitari. Sono ancora 3.700 i tunisini sull’isola. Stremati e arrabbiati per le mancate promesse del Governo molti iniziano a rifiutare il cibo: “Prima vogliamo partire e poi mangeremo”. “Ci dicono di stare calmi da tre giorni – racconta Hamed ad un cronista – ma noi non ce la facciamo più, siamo allo stremo. Dormiamo all’addiaccio con vento fortissimo e un freddo gelido. Per favore vogliamo partire.” Un appello indirizzato ormai non si sa a chi. Un’incognita che avvolge anche quella promessa vestita da imbarcazione. Indirizzata ai migranti e pronta ad attraccare per poi salpare. Chissà quando e chissà verso dove.

Cristiano Marti