Lodi: il cadavere fatto a pezzi appartiene a un uomo

Lodi – Il cadavere fatto a pezzi trovato nel primo pomeriggio di ieri a Orio Litta, comune in provincia di Lodi, appartiene a un uomo. Contraddetta, così, la prima indiscrezione circolata subito dopo il rinvenimento che ipotizzava fosse una donna la vittima del macabro omicidio. Per il resto gli uomini della Polizia Scientifica e i medici legali sono ancora a lavoro per cercare di dare un nome alla vittima. A rendere più difficile l’opera è un dettaglio particolarmente inquietante: il corpo si trovava suddiviso in monconi, ma all’appello mancano la testa, le mani e, a dispetto di quanto si era detto ieri, anche i piedi.
Inutile per adesso ipotizzare il movente, anche se le condizioni in cui versava il cadavere non escludono la possibilità che dietro all’omicidio ci possa essere stata l’azione di una setta esoterica.

L’assassino ha usato strumenti affilatissimi – Dai primi rilievi effettuati dai medici legali, i quali hanno appurato che la vittima fosse di sesso maschile, è emerso che l’uomo sarebbe stato ucciso da un colpo sferrato con inaudita violenza all’altezza del cuore. Chi ha agito, molto probabilmente ha usato un’arma molto appuntita: il fendente, infatti, ha trapassato il torace da una parte all’altra. Ma a rendere ancora più agghiacciante il delitto è la modalità con cui il corpo è stato suddiviso in pezzi: anche se non si conosce il tipo di strumenti maneggiati dall’assassino, è quasi certo che essi siano stati molto affilati. A far propendere verso questa ipotesi, la precisione con cui i tagli sono stati effettuati.
Nelle prossime ore, gli inquirenti proveranno a capire se il mistero di Orio Litta possa essere collegato in qualche modo a quello accaduto a Roma appena venti giorni fa: in quel caso il corpo apparteneva a una donna e l’assassino, oltre a fare a pezzi il cadavere – di cui  non vennero ritrovati la testa e le gambe -, asportò anche gli organi interni.

Simone Olivelli