Montezemolo e la tentazione politica

Dopo Silvio Berlusconi, un altro grande dirigente italiano potrebbe decidere di “cambiare pelle” per dedicarsi alla politica. Di una discesa in campo di Luca Cordero di Montezemolo si parla ormai da molto tempo, ma il presidente della Ferrari ha finora smentito le voci su un suo reale interessamento all’impegno politico. Fino a ieri: “A vedere come vanno le cose – ha detto il numero uno dell’Associazione Italia futura, intervenuto ieri al congresso del Siap a Napoli – viene voglia di scendere in politica“. Per Montezemolo, infatti, il Paese è come una Ferrari lasciata ai box, che attende solo di ripartire. E nella sua impietosa analisi, non ha risparmiato nessuno: “Berlusconi – ha spiegato – guida un governo neostatalista, il Pd è dilaniato dalle divisioni interne, la Lega difende le sue poltrone e Di Pietro – ha affondato l’imprenditore – ha contribuito a far sopravvivere il governo del Cavaliere”. E Casini, Fini e Rutelli? Il silenzio a loro concesso spinge a ipotizzare che Montezemolo stia meditando di abbracciare proprio la loro causa politica.

Una Ferrari da rimettere in moto – E’ nel corso del congresso del sindacato di polizia Siap che si è svolto ieri a Napoli che Luca Cordero di Montezemolo ha pronunciato il discorso che, con ogni probabilità, segnerà il suo ingresso nell’agone politico. Dopo ammiccamenti e blande smentite, infatti, il presidente della Ferrari sembra adesso pronto a fare sul serio e intenzionato a innescare la marcia in più anche in politica: “Di fronte alle nostre proposte – ha spiegato ieri – la risposta della politica è sempre la stessa: ‘Se vuoi parlare di politica devi entrare in politica’. E se la situazione continua a peggiorare, se questo è lo spettacolo che offre la nostra classe politica, beh, allora, cresce veramente la tentazione di prenderli in parola. C’è bisogno di una leadership che dica la verità – ha continuato il presidente di Italia futura – che abbia il coraggio di decidere, di rianimare l’Italia, di aiutarla a riannodare il filo della sua storia e di ritrovare la sua identità e la fiducia in se stessa. Credo che l’Italia sia come una Ferrari – ha azzardato Montezemolo – una macchina straordinaria fatta per correre, per competere e per vincere. Non possiamo più permetterci di tenerla ferma ai box per paura di una sconfitta, dobbiamo rimetterla in moto”.

Politici marziani – Ma dopo i buoni propositi, arrivano gli attacchi: “In Italia – ha osservato il presidente della Ferrari – la politica è oramai la prima azienda del Paese e la società è infettata da una presenza malsana dei partiti in una miriade di settori che non gli competono. L’unica discarica che funziona nel Paese è quella dei consigli di amministrazione che servono a far posto ai politici trombati. È un’anomalia che deve finire. Ma la perdita del senso del pudore non risulta solo dall’abuso di privilegi ingiusti, ma – ha aggiunto Montezemolo – anche da quella che io chiamo la ‘sindrome del marziano‘, politici che sono sulla scena da venti anni e che parlano come se fossero arrivati ieri da Marte“.

Attacchi bipartisan – Quindi gli attacchi frontali destinati a quasi tutti i protagonisti della scena politica attuale: “Berlusconi che doveva fare la rivoluzione liberale – ha ripreso l’imprenditore – oggi guida un Governo che più neostatalista e protezionista non si può e le tasse su imprese e cittadini sono ai massimo storico. Il Pd che poteva rappresentare la nascita di una sinistra riformista e moderna – ha continuato – è dilaniato da dibattiti interni senza fine, tanto che spesso non siamo in grado di capire quale sia la sua posizione sui principali argomenti. La Lega, che era nata per tagliare burocrazia e sprechi – ha affondato ancora Montezemolo – difende a spada tratta la conservazione di ogni poltrona pubblica su cui può mettere le mani, a iniziare dalle Province e nell’ultima crisi di Governo – ha concluso impietoso il presidente di Italia futura – Berlusconi è stato salvato da due parlamentari del partito di Antonio Di Pietro, che tutti i giorni ci delizia con nuovi epiteti rivolti al premier”. Restano fuori gli animatori del Terzo Polo. Che Montezemolo stia pensando proprio a loro come co-piloti da coinvolgere per rimettere in moto l’Italia?

Maria Saporito