Montezemolo in politica, Udc divisa

Montezemolo e la politica: un destino annunciato. Dopo aver ribadito l’ormai vecchia “tentazione di scendere in politica”, Luca Cordero di Montezemolo ha voluto rispondere a chi ieri lo ha liquidato con un frettoloso “tanto lo dice sempre”. Così, l’ex leader di Confindustria ha cominciato a svelare i punti salienti del suo programma sulle pagine del mensile Max. L’elemento cardine è, ovviamente, quella regola che ha accompagnato Montezemolo in tutta la sua carriera, dalla direzione sportiva della Ferrari fino alle presidenze di Fiat e Confindustria: “Niente one man show, serve una squadra”.

Il programma. Montezemolo dimostra subito di voler essere innovativo. E allora, tanto per cominciare, niente quote rosa nei cda delle aziende, perché – spiega l’ex numero uno di Confindustria – “la meritocrazia non è né rosa né azzurra”; spazio, poi, alla promozione del lavoro femminile per fare squadra anche nel mondo, o almeno in Europa. “Ci vuole una politica estera europea, una politica economica comune, una politica commerciale. Gran parte delle cose buone che si sono fatte in Italia le dobbiamo all’Europa. Io stesso ne sono un testimone grazie alla liberalizzazione del trasporto ferroviario”, ha dichiarato Montezemolo. Infine, il sogno più grande: “L’Italia ha tre grandi tesori: il sistema industriale, il turismo, la cultura. Prima di tagliare cultura, ricerca e scuola – ha annunciato Montezemolo – vorrei tagli ai costi della politica“.

Lo scetticismo dell’Udc. La scelta di Montezemolo non sembra convincere del tutto l’Udc di Pier Ferdinando Casini. “Montezemolo – ha detto Casini a Torino – la smetta di fare vecchi tatticismi come i peggiori politici. Scenda in campo e si muova senza remore”, perché in Italia, ha aggiunto il leader centrista, “c’è una situazione di degrado e non possiamo rimanere fermi”. Più aperto e ottimista sembra, invece, il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa: “Ben venga – afferma – che gente come Montezemolo partecipi alla vita politica”.