Spagna, Zapatero: Lascio nel 2012, sufficienti due mandati

Spagna, la fine di un’era. Il capo di governo spagnolo Josè Luis Zapatero ha annunciato questa mattina, nel corso di una riunione del Comitato federale del partito, che non sarà candidato alla propria successione alle prossime elezioni politiche del marzo 2012. Così, proprio mentre il partito socialista si accinge ad affrontare la dura campagna elettorale per il voto delle regionali e amministrative del 22 maggio, dove è dato in forte svantaggio rispetto ai  conservatori del partito popolare, finisce l’Era Zapatero. Con un discorso lungo poco più di 20 minuti il premier ha voluto, dunque, mettere fine alle insistenti e contraddittorie voci sul suo immediato futuro, gelando l’opinione pubblica spagnola.

Zapatero: Due mandati, non di più. “Credo che oggi posso affrontare con tranquillità la mia personale posizione: quando fui eletto presidente del governo nel 2004 pensavo che due legislature fossero il periodo ragionevole cui potevo aspirare per restare alla guida del paese. Due legislature, non di più. Pensavo fosse il periodo più conveniente sia per il partito sia per il paese. Due legislature alla testa dei destini della Spagna. E permettetemi di aggiungere che pensavo che questo fosse anche il periodo più conveniente per la mia famiglia… Dopo questo periodo di tempo quella che era una mia convinzione personale è diventata una decisione. Grazie per il vostro rispetto e per il vostro affetto”. Sono state queste le parole di addio pronunciate da Zapatero. Nella sua decisione sembra aver giocato un ruolo importante la famiglia: la moglie Sonsoles e le due figlie adolescenti, dalle quali il premier, anche durante i viaggi ufficiali, si è staccato assai di rado in tutti questi anni.

Un nuovo leader socialista. Dopo la rinuncia di Zapatero a un terzo mandato alla guida del governo spagnolo, è ufficialmente aperta la corsa all’interno del partito socialista per scegliere il successore. Tra i candidati favoriti a prendere il posto di Zapatero, scrive el Mundo, spicca tra tutti il nome dell’attuale vice premier, Alfredo Perez Rubalcaba, un fedelissimo del premier uscente. In molti guardano anche a José Blanco, vicesegretario generale del partito, e stretto alleato di Zapatero e Rubalcaba, deciso però a far convergere le preferenze su quest’ultimo. Infine, potrebbe esserci la sorpresa Carme Chacon, il ministro della Difesa che non ha ancora reso le sue intenzioni, ma che una parte del partito vorrebbe promuovere come candidato premier in rappresentanza delle basi contro Rubalcaba, considerato il candidato della direzione.

R. E.