Yara, interviene Garante privacy: “Rispettate appello dei genitori”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:07

yara gambirasio
Yara Gambirasio. L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali invita a rispettare l’appello della famiglia Gambirasio. Questi avevano già chiesto il silenzio stampa al tempo in cui si cercava per mari e monti la loro figlia tredicenne, Yara, di cui non si erano avute più notizie dal 26 novembre 2010. Ritrovata cadavere a tre mesi esatti di distanza, in tv imperversano ancora immagini della vittima, e i genitori decidono di rompere il silenzio. Chiedono rispetto per il proprio dolore, e il Garante per la Privacy invita tutti i mezzi di informazione ad accogliere tale richiesta. In caso contrario, inoltre, si va incontro anche alla violazione di un articolo deontologico riguardante la diffusione di immagini e dati personali relativi a minorenni vittime di reati o violenze.

Un caso spettacolarizzato. Nel corso delle indagini per la scomparsa di Yara Gambirasio, i genitori chiesero il silenzio stampa, forma di rispetto che fu, più o meno, accolta dagli organi televisivi. Al momento si cerca l’assassino per l’inspiegabile omicidio della tredicenne, e le principali reti televisive continuano, giorno dopo giorno, a spiegare ogni dettaglio circa il percorso fatto dalla ragazzina. Fulvio e Maura Gambirasio hanno scritto una lettera in cui esprimono il loro sdegno nei confronti del sistema televisivo impostato sulla spettacolarizzazione di una così grande tragedia, caso mediatico che ha visto protagonista, prima di Yara, anche Sarah Scazzi, coinvolta in un torbido omicidio tra le mura domestiche, finito in ogni trasmissione tv, in qualsiasi fascia oraria. “Vi preghiamo di non nascondervi dietro il paravento del diritto di cronaca, abbiate semplicemente rispetto ed umiltà per la nostra situazione. Stiamo cercando di ricostruire un nuovo equilibrio familiare ed il clima che state creando non ci sta aiutando”, concludono i Gambirasio nel loro appello. Un richiamo che l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali invita a seguire, nel rispetto “dell’articolo 7 comma 3 del Codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali”, punto che va particolarmente e minuziosamente rispettato soprattutto quando si parla “di minori vittime di violenze”.

Carmine Della Pia

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