Yara, nuovo video: i genitori attaccano Bruno Vespa

Omicidio Yara – I media con in testa, come succede sempre in questi casi, la tv tornano a essere nell’occhio del ciclone per il modo in cui trattano le notizie di cronaca nera, sempre in bilico tra diritto di informazione e spettacolarizzazione del dolore privato delle vittime come diretta conseguenza di uno squallido voyeurismo. Fulvio Gambirasio e Maura Panarese, i genitori della piccola Yara trovata morta lo scorso 26 febbraio dopo essere scomparsa da casa tre mesi prima, abbandonano il ferreo contegno mostrato nel corso di questi mesi per denunciare, tramite il sindaco di Brembate di Sopra, Diego Locatelli, il trattamento che nelle ultime ore le televisioni hanno riservato alla memoria della figlia. Al centro delle accuse il programma Porta a Porta, condotto da Bruno Vespa e reo di aver mandato in onda un video inedito ritraente la tredicenne.

Il sindaco: «E’ uno schifo» – Diego Locatelli probabilmente non avrebbe mai pensato di diventare famoso per essere il sindaco di un paesino che sarebbe diventato il set di uno dei gialli più misteriosi della recente cronaca italiana. Già intervenuto nei primi giorni dell’anno nuovo, quando ancora in molti speravano che Yara Gambirasio potesse essere ritrovata vita, per comunicare il desiderio della famiglia della vittima di fare calare il silenzio stampa sulla vicenda e permettere così che l’inchiesta potesse andare avanti senza intralci, Locatelli è tornato ieri a parlare, attaccando senza mezzi termini quei media che non si preoccupano di sfruttare il dolore dei familiari e la memoria della vittima pur di fare audience: «I genitori avevano solo chiesto di non pubblicare video inediti, che ritraggono Yara in vita, e invece è stato fatto. Che pena. E anche che schifo, i genitori la pensano proprio così».
A far discutere è stata la decisione degli autori del programma Porta a Porta di mandare comunque in onda nuove immagini della tredicenne, nonostante i familiari avessero stigmatizzato per tempo l’intenzione.

S. O.