F1, si accende la discussione sui nuovi motori

F1, scontro sul futuro – Il 2013 sarà un’altro anno cruciale per la F1, con un ennesimo cambiamento nel regolamento e nella stessa struttura interna così da assecondare i desideri del mercato divenendo un palco nuovamente appetibile per i grandi nomi e case. Una scelta che mischia motivi tecnici ed economici, ma ovviamente porta con se anche del malcontento sia tra gli appassionati che anche tra gli stessi addetti ai lavori. In questo ultimo tempo il clima si è notevolmente accesso grazie alle lamentele firmate dai piloti, preoccupati nel salvaguardare l’antico fascino di questa competizione. Tra questi spicca Sebastian Vettel: “Io metterei un motore V12 nelle vetture. Sono contrario a tutte le proposte di passare ai quattro cilindri

I due schieramenti – Una netta bocciatura da parte del campione del mondo che invece vorrebbe: “Un sacco di potenza, un bel suono ed una macchina brutale in modo da dover superare se stessi ogni volta che si torna in macchina” Il massimo sia per quelli che guidano le monoposto sia per gli stessi spettatori, anche loro affascinati dall’indomabile potenza dei propulsori a dodici cilindri e nostalgici di quel rombo fragoroso che imperversava nelle pista durante gli anni 80-90. I tempi però cambiano e bisogna adattarsi di conseguenza. Favorevole a questo cambiamento infatti vi sono tutte le più importanti case automobilistiche, ansiose di costruire un nuovo propulsore molto più vicino al mondo della produzione di serie e parco anche nei consumi.

Sì al cambiamento –Lo sappiamo benissimo che il motore non è dei più potenti, ma bisogna anche saper guardar bene ad altri fattori quali la guidabilità e l’affidabilità” Risponde Rob White, attuale responsabile tecnico per i motori della Lotus Renault: “Anche i motori che possono girare al massimo a 12.000 giri hanno un buon suono. Stiamo già lavorando a questi propulsori e non è da escludere che alcuni nuovi costruttori possano entrare in F1 grazie a questa nuova regola” Ed in fondo è proprio quello che la Federazione desidera, ridando alla F1 partecipanti seri ed assolutamente preparati. Finchè comunque i tempi non saranno maturi questa battaglia continuerà, speriamo soltanto che ne valga davvero la pena.


Riccardo Cangini