Irlanda, regna l’incertezza. S&P taglia rating e Fitch lo pone in watch negative

Standard & Poor ha reso noto, con un comunicato, di aver tagliato il rating sull’Irlanda a BBB+/A-2 con outlook stabile e ha rimosso il Credit watch negative posto il 23 novembre scorso.
L’agenzia di rating spiega che il downgrade è una diretta conseguenza dell’accordo raggiunto dai leader europei nelle riunioni del 24 e 25 marzo, in quanto “una ristrutturazione del debito sovrano è una possibile precondizione per accedere all’Esm” e il fatto che quest’ultimo abbia lo status di creditore privilegiato. Nel comunicato si legge che l’outlook è stabile poiché gli stress test condotti dalla Banca centrale irlandese sono stati rigidi e gli attesi costi di ricapitalizzazione delle banche “sono in linea con le attese”.

Per S&P la forte contrazione del Pil irlandese cominciata nel 2008 “ha raggiunto una fine” e che l’economia irlandese dovrebbe riprendersi “gradualmente”.
Per Frank Gill, analista sul credito di S&P, “l’economia irlandese ha prospettive di crescita più forti di quelle portoghesi e greche, considerando la sua apertura, la sua flessibilità e la sua competitività”. Gill ha aggiunto, inoltre, che “il conto delle partite correnti dell’Irlanda avrà un surplus del 2% del Pil nel 2011, per la prima volta dal 2003, mentre le esportazioni nette continueranno ad fornire il maggiore contributo al Pil”.
Per S&P, ancora, il rating potrebbe subire pressioni al ribasso se il sistema finanziario dovesse richiedere ulteriori capitali dallo Stato, o se il Governo non dovesse essere in grado di centrare gli obiettivi fiscali.

Subito dopo il comunicato di S&P, Fitch ha posto il rating sul lungo termine irlandese, BBB+, in watch negative, “indicando le aumentate probabilità di un downgrade nel breve termine”.
La decisione, come si apprende da un comunicato ufficiale, riflette gli “sviluppi negativi” che ci sono stati dall’ultimo downgrade del 9 dicembre. Tra le cause del downgrade Fitch cita i dati del Pil sul quarto trimestre, “inaspettatamente deboli”, vista la contrazione dell’1,6% che esso ha registrato.
Questa “è una significativa incertezza per l’andamento del Pil nominale quest’anno, che potrebbe essere significativamente minore di quanto stimato dal governo e da Fitch”. Per l’agenzia le minori prospettive di crescita del Pil, così come gli accresciuti costi di ricapitalizzazione delle banche annunciati ieri, “significano che il rapporto debito/Pil dovrebbe crescere significativamente oltre le stime di Fitch”.
L’agenzia di rating dichiara che terrà conto dell’esito degli stress test di ieri nella revisione dei capitali e dei fondi necessari per il sistema bancario irlandese e che prenderà in considerazione anche le decisioni del summit dei leader europei del 24-25 marzo.

M.N.