Processi del premier: Il Pdl gioca la carta improcedibilità

Pdl – In arrivo nuova mossa blocca-processo.
C’è infatti, chi propone di votare un documento che nega la possibilità del giudizio, ma non tutti appaiono d’accordo. Un segnale alla Consulta, che comunque secondo l’opposizione non avrà alcun valore sul percorso del processo.

La nuova mossa – Accantonato il conflitto di attribuzione e il processo breve, il pdl è a lavoro su nuove mosse da mettere in atto per bloccare i processi del premier. Ora si punta all’improcedibilità. Vuol dire che il Parlamento vota per negare qualsiasi possibilità di ulteriore indagine o processo per un componente del governo. Ma non tutti appaiono d’accordo. Chi accelera e chi consiglia maggiore prudenza.
Il governo non si fida e le prova tutte, ecco allora la legge di Gasparri e Quagliariello per mettere il bavaglio al Csm. O quella, firmata dal leghista Dussin, per portare dalla maggioranza semplice ai due terzi il quorum per votare alla Consulta sulla costituzionalità di una norma. Legge che richiede, a sua volta, i due terzi per essere approvata e che vale pertanto più come segnale che per l’effettiva possibilità che venga approvata. Poi la responsabilità civile. Poi c’è l’epocale riforma della giustizia.

Un segnale alla Consulta – Si tratterebbe di un segnale alla Consulta quello dell’improcedibilità.
Intanto per garantire i voti della settimana è già pronto un Sms ai deputati intimano “l’obbligatoria presenza in aula per martedì 5 aprile, quando è in aula un provvedimento che riguarda Berlusconi“. Un altro raccomanda di esserci “fino a venerdì, sospesa qualsiasi missione, con disponibilità per le notturne“.
Ma chi spinge sull’improcedibilità guarda anche alla Corte dove, giusto da martedì, il presidente Ugo De Siervo lascerà i lavori perché dal 29 aprile compie i nove anni previsti dall’incarico. Nelle file del centrodestra l’avvicendamento è guardato con entusiasmo nella convinzione che, a questo punto, la Corte si sposterà più a destra.

Matteo Oliviero