Bersani affonda su Alfano: è arrogante e servile

Il ministro della Giustizia? “Arrogante e servile”. La politica del governo per fronteggiare l’emergenza migranti? “Un vero disastro”. Così Pier Luigi Bersani, in un’intervista a La Repubblica, ha oggi consegnato i primi scatti di un’impietosa istantanea fatta al Paese. Per il segretario del Pd non è più tempo di “governo tecnico”, ma semmai di elezioni anticipate: “Si vada subito al voto” ha tagliato corto. E sulla possibile discesa in campo di Montezemolo, il leader dei democratici ha detto: “Tutto quello che mette nuova energia è benvenuto purché si capisca che una sola persona non può avere la bacchetta magica“.

L’attacco ad Alfano e  al governo – Il ritratto fermato da Pier Luigi Bersani sulle colonne de La Repubblica non farà intenerire Angelino Alfano. Il segretario del Pd ha, infatti, indugiato su un giudizio assai severo del responsabile della Giustizia, che fino a ieri ha invocato l’intervento della piazza per sostenere la “riforma epocale” tanto cara al Cavaliere. “Alfano – ha esordito Bersani – è un ministro impastato di arroganza e servilismo. Un ministro che tradisce il suo mestiere e ha uno stile sartoriale perché adatta sempre i suoi provvedimenti ai voleri del capo. Quanto alla chiamata del popolo – ha continuato – è un’affermazione sconsiderata. Ma lo avverto: è difficile arrampicarsi sulle piazze quando ci si arrampica sugli specchi”. E incalzato sull’immediato futuro: “Qualsiasi soluzione è migliore dello sfascio attuale – ha osservato il leader dei democratici – Ma dopo il 14 dicembre e la scesa in campo dei mitici responsabili, il governo di transizione più che indebolito è tramontato. Per questo dico: si vada subito al voto. Non è una forzatura – ha precisato l’ex ministro – basta guardare agli ultimi mesi. Il governo ha prodotto la scossa all’economia finita in un comunicato stampa, la riforma epocale della giustizia e siamo sempre intorno a Ruby, la posizione ambigua sulla Libia, Parmalat, Edison e – ha affondato – tutta la moda che volano verso l’estero”.

Il modello kosovaro – Il suo giudizio sulla gestione dell’emergenza migranti? “E’ un disastro – ha scandito Bersani – Noi abbiamo avanzato una proposta. A Tunisi Berlusconi chieda di bloccare i flussi. A chi è già qui si dia lo status temporaneo per circolare in Europa come è successo ai tempi del Kosovo. No alle tendopoli, sì all’accoglienza diffusa. Ma se lo spettacolo è che ogni mattina un ministro dice solidarietà e l’altro ‘fora di ball‘ – ha notato il segretario del Pd – allora facciano da soli”. Quanto all’annuncio ufficializzato nei giorni scorsi da Zapatero che ha promesso di “cedere il passo” a qualcun altro a compimento del suo mandato: “E’ una straordinaria pubblicità alla nostra idea di leadership – ha inaspettatamente commentato Bersani – La differenza con l’esperienza spagnola e con altre non è il ricambio, è la stabilità. Le maggioranze sono garantite per un’intera legislatura e questa garanzia – ha spiegato il democratico – viene dai partiti non dal ‘ghe pensi mi‘”.

Montezemolo benvenuto – E interpellato infine sull’eventualità (sempre più concreta) che Luca Cordero di Montezemolo scenda in politica, il segretario dei democratici ha sostanzialmente “benedetto”, frenando però sulla possibilità di incoronare  il presidente della Ferrari nuovo Berlusconi. “Tutto quello che mette nuova energia nella cosa pubblica è benvenuto – ha commentato Bersani – Purché sia chiaro che il tramonto di Berlusconi deve coincidere con la fine di un’illusione: una sola persona non ha la bacchetta magica. È il tempo di leadership che siano dentro un collettivo – ha insistito il segretario del Pd – Solo in Italia si pensa che i problemi si risolvono con la scelta di una singola persona”.

Maria Saporito