Carenza di vitamina D, maggiore rischio di ipertensione

Poca vitamina D e il cuore è a rischio. La carenza di vitamina D o gli elevati livelli di paratormone (PTH) sembrano essere fattori di rischio emergenti per l’ipertensione arteriosa, mettendo a rischio le arterie e i vasi sanguigni. A sostenerlo è uno studio presentato a New Orleans alla riunione annuale dell‘American College of Cardiology da Ibhar Al Mheid dell’Emory/Georgia Tech Predictive Health Institute. Gli studiosi hanno spiegato che le persone con carenza di vitamina D, soprattutto se non giovanissimi, hanno una disfunzione vascolare paragonabile a quelle che soffrono di diabete o ipertensione.

Lo studio. Lo studio è stato condotto su 554 soggetti in salute (con un’età media di 47 anni): dopo averne calcolato l’elasticità dei vasi sanguigni (arterie) – a riposo e in condizioni di stress – e dopo aver misurato i livelli di vitamina D presente nel sangue, attraverso l’incrocio dei dati i ricercatori hanno rilevato che le persone con più bassi livelli della vitamina avevano pressione più alta e arterie più rigide, poco flessibili e quindi più fragili. “Non sappiamo bene il meccanismo che lega la vitamina D alle arterie – spiegano i ricercatori – potrebbero essere coinvolte le cellule endoteliali dei muscoli intorno ai vasi, o l’ormone angiotensina che regola l’apertura e la chiusura delle arterie. Il risultato però ci dice che la salute del cuore passa per un sufficiente tasso di vitamina D nel sangue”.

La vitamina D. Pochi alimenti contengono quantità apprezzabili di vitamina D. Tra gli alimenti più utili alla formazione di vitamina D ci sono alcuni tipi di pesce (aringa, sgombro, sardine, salmone), l’olio di fegato di merluzzo, il burro, il latte, i formaggi grassi, le uova, il fegato e le verdure verdi. Se nei Paesi mediterranei la quantità di radiazioni ultraviolette assorbita è di norma sufficiente a coprire il fabbisogno di vitamina D, chi è meno esposto al sole, per condizioni climatiche o abitudini di vita, ha spesso bisogno di un’integrazione.

Adriana Ruggeri