Formigoni fa a pugni con la Lega sul federalismo

Un botta e risposta serrato che contribuisce a mantenere infuocato il clima tra il Carroccio e il Pdl lombardi. E’ quello che si è consumato ieri tra il governatore Roberto Formigoni e il suo vice, Andrea Gibelli. Il ciellino ha polemizzato contro il federalismo targato Lega, che – a suo avviso – coincide con un semplice localismo; ad esso Formigoni ha anteposto il federalismo voluto dal suo schieramento, che celebra invece la sussidiarietà. Un giudizio che ha fatto saltare i nervi al vice presidente della Regione, Andrea Gibelli: “Senza il federalismo della Lega e senza la Lega – ha tagliato corto – Formigoni non esisterebbe e avrebbe già perso le elezioni da tempo”.

Tensioni al Nord – Il bollettino meteorologico certifica forti perturbazioni tra il Pdl e la Lega in Lombardia. I venti forti soffiati negli scorsi giorni (dalla gestione immigrati all’Unità d’Italia) hanno portato con sé violente precipitazioni, che si sono riversate sui piani alti del  Pirellone. Il governatore, Roberto Formigoni, a conclusione del tradizionale raduno di Rete Italia a Riva del Garda, non ha ieri tralasciato di assestare una “sciabolata” agli alleati padani: “Il nostro federalismo – ha scandito – non è come quello della Lega perché si basa sulla sussidiarietà e non sul localismo, che rischia di non portarci lontano. Siamo buoni alleati – ha subito precisato – ma l’importante è che non rubino voti a noi, ma al centrosinistra e all’astensionismo”. Un’osservazione al vetriolo, che ha fatto indispettire il suo vice, il leghista Andrea Gibelli: “Il federalismo del presidente Formigoni – ha commentato – è più avanzato di quello della Lega? Mi viene da sorridere, soprattutto se penso che proprio la Lega è stata disposta a stare all’opposizione tra il ’96 e il 2000 perché non c’era un progetto con il centrodestra in merito al federalismo, mentre invece Formigoni – ha ricordato Gibelli – aveva i piedi al caldo al trentesimo piano del Pirellone con gli amici del centralismo, Casini e Fini“.

Gibelli furioso – Non solo: “Non mi piace che oggi – ha continuato il vice presidente della Regione Lombardia – con la logica politica del ‘più uno’, che non condivido, Formigoni si dichiari campione di un federalismo che la Lega ha portato avanti con coraggio. Senza il federalismo della Lega e senza la Lega Formigoni non esisterebbe e avrebbe già perso le elezioni da tempo senza la patente di federalista che gli ha dato la Lega. Ci chiama amici e contemporaneamente localisti? – ha proseguito l’esponente del Carroccio – Lo dica ai suoi amici governatori del Sud localisti e assistenzialisti e non a Umberto Bossi, visto che senza la Lega oggi non ci sarebbe un progetto politico per il Nord che risolve i problemi del Sud, facendo uscire dall’assistenzialismo parte del Paese e introducendo – ha concluso Gibelli –  i costi stardard come ha previsto il ministro Calderoli”.

Maria Saporito