Genova, Ospedale di Recco: no alla chiusura e sciopero della fame

Recco, partito lo sciopero della fame. Sciopero della fame per difendere l’ospedale di Recco. Non si rassegna alla chiusura il comitato di difesa dell’ospedale Sant’Antonio di Recco, in provincia di Genova, che da tempo si batte contro la sospensione dei servizi ospedalieri della struttura, prevista dal piano di riorganizzazione della Regione. Da questa mattina due promotrici del comitato – Paola Del Guercio e Franca Eboli – hanno iniziato lo sciopero della fame davanti al Comune di Recco e sono intenzionate ad andare avanti con la forma di protesta in attesa di garanzie dall’assessore alla sanità della Regione. “Non ci nutriremo più fino a quando non arriveranno risposte positive alle nostre richieste” e nel frattempo hanno portato anche un camper ed allestito una tenda dove trascorreranno la notte.

Raccolta firme per il ricorso. Inoltre continua la raccolta firme per il ricorso al Tar. Un gruppo di persone continua il presidio davanti alla struttura ospedaliera chiedendo la riapertura di Medicina e Primo intervento, che insieme a Chirurgia e Ortopedia non esistono più dal 23 marzo. “Solo in questo fine settimana – dicono le promotrici – sono arrivate una trentina di persone. Avevano bisogno di mettere dei punti, delle flebo. Non si capisce perchè debbano rivolgersi a dei pronto soccorso già intasati ed essere costretti a lunghe attese”.

Infermieri e personale sanitario in attesa di un trasferimento. Se i cittadini sono preoccupati perché a causa della chiusura dell’ospedale Sant’Antonio verranno a mancare indispensabili servizi sanitari, gli infermieri non sanno ancora niente sul loro futuro. La scorsa settimana, l’assessore regionale alla salute, Claudio Montaldo, aveva fatto sapere che per i 104 addetti all’ospedale di Recco (tecnici, infermieri, operatori socio-sanitari) coinvolti nella chiusura del nosocomio sono già disponibili i bandi di mobilità interna indetti dalla Asl 3 e dalla Asl 4.

Adriana Ruggeri