Parmalat, Unicredit: “No a guerra con Francia, ma serve reciprocità”

“No a una guerra fratricida con la Francia, sì al mercato libero se ha regole precise”. E’ quanto afferma l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, in merito alle norme antiscalata approvate dal Governo.

No a guerra. “Non vedo perché una legge che difende i lavoratori in altri Paesi non possa andar bene per difendere i lavoratori italiani”. Così, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, si era espresso nei giorni scorsi in merito agli emendamenti al primo provvedimento «anti-scalate», necessari al fine di rafforzarlo, fissando i settori strategici su cui è possibile congelare i diritti di voto degli azionisti esteri. Sulle stesse norme si è soffermato in un’intervista al ‘Financial Times’, in occasione del forum Ambrosetti di Cernobbio, l’ad di Unicredit Ghizzoni. “Se guardiamo la realtà europea – spiega – abbiamo sempre visto i governi dichiarare strategici alcuni settori. Ora è il momento dell’Italia”. Per Ghizzoni, i tentativi francesi di acquisire alcuni gruppi italiani rappresentano, comunque, “una buona notizia”, a dimostrazione che quello del nostro Paese è sempre “un mercato attraente, almeno per alcuni settori”. Secondo Ghizzoni, dunque, “una reazione di questo tipo è comprensibile, ma è importante che questa non diventi una guerra tra due Paesi europei. L’ad di Unicredit aggiunge, inoltre, che “è fondamentale avere delle regole chiare e che ci sia reciprocità”.

Su Parmalat. Ghizzoni parla anche dell’intervento di Unicredit nel dossier Parmalat, formalizzato venerdì con una lettera di impegni inviata al consiglio di amministrazione insieme a Intesa Sanpaolo e Mediobanca. “Gli istituti – chiarisce – si sono proposti come advisor per assistere potenziali partner industriali che entreranno nel gruppo. Sulla base di quella lettera – prosegue – il consiglio ha deciso di posticipare l’assemblea e in questi due mesi dobbiamo lavorare per trasformare in realtà quanto scritto nella lettera stessa”. Silenzio assoluto, infine, sul partner industriale dell’operazione: “E’ meglio non dire troppo in questi casi”.

La Lactalis. Intanto, il gruppo industriale francese notifica anche alla Consob di possedere una quota del 28,969% in Parmalat. Lo hanno reso noto le comunicazioni alla Commissione di sorveglianza sulle partecipazioni rilevanti, dove viene dichiarato che l’aggiornamento è stato effettuato in seguito alla “consegna fisica anticipata delle azioni Parmalat sottostanti il contratto di equity swap”, siglato con Credit Agricole e Societè Generale.

Mauro Sedda